PORTOGALLO 2.

PORTOGALLO: TRA L'EUROPA E IL MARE
Seconda parte
DA ERICEIRA A PORTO

Ericeira è uno dei tanti paesini di pescatori, lungo la costa portoghese, che vive ancora seguendo le tradizioni di un tempo. Il centro storico, un labirinto di case bianche ed azzurre e stradine acciottolate, domina sicuro dall’alto della scogliera il piccolo ma trafficato porto e le imponenti onde dell’Oceano che lo insidiano.

Un’agile gru ed un possente trattore hanno, da alcuni anni, sostituito i buoi cui spettava in precedenza il compito quotidiano di mettere i pescherecci al riparo dalla marea e dalle improvvise mareggiate.

Sulla parete della piccola cappella dei pescatori di Sant’Antonio una targa ricorda che fu priori da qui che, il 5 ottobre 1910, quando a Lisbona fu dichiarata la Repubblica, Dom Manuel II ultimo re di Portogallo si imbarcò per andare in esilio in Brasile.

Lo stesso giorno la famiglia Reale abbandonò per sempre anche il Palacio Nacional de Mafra, l’imponente palazzo barocco, con annesso monastero, che sovrasta la vicina cittadina omonima. L’opera iniziata nel 1717 e terminata nel 1730, si deve a Re Joao V, pare come segno di pentimento per i suoi eccessi sessuali, e in origine prevedeva solo la costruzione della basilica e di un piccolo monastero per 13 frati, mentre al termine dei lavori contava ben 900 stanze, il Palazzo Reale e una delle più belle biblioteche d’Europa.

OBIDOS
Poco più a nord, arroccato su un colle e sovrastato dal massiccio castello medievale, circondato da un perimetro di mura possenti, e caratterizzato da strette e tortuose viuzze medievali, su cui si allineano case dalle sobrie facciate bianche incorniciate da fasce dipinte in giallo o blu, sorge Obidos.
Il villaggio, cui si accede attraverso la PORTA DA VILA, decorata con azuleyos del XVIII secolo, deve la sua fama e la sua fortuna a un gesto d’amore. Fu infatti il regalo di nozze dei re portoghesi alle loro regine sin da quando, nel 1228, Dona Isabel se ne innamorò e il marito Dom Dinis glielo regalò, iniziando così una tradizione reale che continuò fino al XIX secolo.

Oggi il castello vero e proprio, fatto costruire dallo stesso Don Dinis nel XIII secolo, è stato trasformato in una elegante Pousada, ovvero un albergo di lusso per turisti esigenti.

Una passeggiata sui bastioni lungo le mura oltre ad offrire diversi scorci pittoreschi sulle varie chiese che sorgono all’interno del centro storico, consente di godere di un bel panorama sulle campagne circostanti da cui si ricavano degli ottimi vini che vengono venduti nei numerosi negozietti di prodotti locali e souvenir aperti tutto l’anno lungo la Rua Direita.

NAZARE'
Siamo nell’Estremadura, un’area di colline ondulate che terminano in ripide scogliere e spiagge sabbiose, la più famosa e frequentata delle quali è senz’altro quella di Nazarè.
In origine antico villaggio di pescatori Nazarè è divenuto celebre meta turistica grazie proprio alla sua posizione favorevole all’interno di un'ampia baia protetta da due elevati promontori, a metà strada tra l'oceano e il clima di collina.

Qui peraltro le antiche tradizioni non sono andate perdute, e sulla spiaggia si può ancora assistere al rito quotidiano delle donne che raccolgono i pesci messi precedentemente ad essiccare.

Dal quartiere di Praia, una funicolare che sale per 110 metri consente di raggiungere il quartiere di Sitio, situato sul promontorio a picco sull'oceano in posizione dominante sulla baia. Sulla piazza si possono ammirare due chiese: la prinicpale Nossa Senhora da Nazarè del XVII secolo, e la più celebre Ermida da Memoria che sorge là dove secondo la leggenda, nel 1182, la Vergine salvò un dignitario locale e il suo cavallo che, a causa della nebbia, erano precipitati dalla scogliera mentre inseguivano un daino.

CHIESE E MONASTERI
Ben diversa è la storia del Monastero Cistercense de Santa Maria de Alcobaça, la più grande chiesa del Portogallo, un edificio medievale famoso per la sobrietà delle sue linee, inserito dall’UNESCO nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità.

Venne fatto edificare dal Re Alfonso Henriques per celebrare la conquista, nel 1147, della roccaforta moresca di Santarém, ed ospita al suo interno anche le tombe di Re Pedro e Ines de Castro,i protagonisti di una infelice e macabra storia d’amore.

Agli inizi del 1300 risale invece l’attiguo chiostro, cosiddetto 'el Silenzio”, finanziato da Re Dionigi e caratterizzato da austere gallerie e doppi archi perfettamente consoni alla semplicità cistercense.

Un’altra vittoria dei portoghesi, condotti da JOAO I, questa volta nella battaglia di Aljubarrota, contro il preponderante esercito spagnolo, è all’origine della fondazione di un altro Monastero, quello Domenicano de Santa Maria da Vitoria a Batalha, anch’esso dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Eretto nel XIV secolo, è stato trasformato nel corso del XV e XVI secolo da rilevanti aggiunte in stile manuelino, che lo hanno reso uno tra gli esempi più mirabili di architettura portoghese per la sbalorditiva ricchezza di decorazioni.

IL CONVENTO DO CRISTO
E se i più bei monasteri medievali testimoniano la storia illustre ma spesso travagliata di questa regione del Portogallo, il famosissimo Convento do Cristo a Tomar, fondato nel 1162 dal Gran Maestro dei Templari, celebra i monaci cavalieri e gli eredi dell’Ordine di Cristo.

L’originario castello venne edificato proprio sopra la cittadina di Tomar, su un terreno concesso all’ordine per i servizi resi nelle battaglie contro i Mori.

Nel 1418, con Enrico il Navigatore governatore dell’Ordine furono costruiti i primi chiostri, mentre sotto il regno di Joao III, vennero realizzati i maggiori cambiamenti con l’utilizzo dell’elaborato stile manuelino, che raggiunge la sua massima espressione nella finestra sulla facciata ovest della chiesa, caratterizzata da preziosi motivi marini (su cui domina la croce quadrata, l’emblema dell’Ordine di Cristo, che si stagliava anche sulle vele delle caravelle che in quegli stessi anni andavano alla conquista di mari e continenti inesplorati).

FATIMA
Proprio al centro di questo itinerario storico religioso sorge il famosissimo Santuario di Fatima, uno dei luoghi di pellegrinaggio cristiano-mariani più importanti al mondo.
Sono decine ogni giono i fedeli che attraversano in ginocchio l’immenso piazzale per raggiungere la piccola Capela das Aparições, innalzata esattamente sul luogo dove il 13 maggio 1917 una pastorella di 10 anni, Lucia Santos, e i suoi due cugini, videro apparire la Madonna, e dove si prova sempre e comunque una forte emozione.

COIMBRA, CITTA' UNIVERSITARIA
Un centinaio di chilometri più a nord, lungo le sponde del Fiume Mondego (O rio dos Poetas), sorge Coimbra la città che, per storia e tradizione, è considerata dai portoghesi stessi uno dei simboli del Paese.

Nel 1139 Alfonso, primo re del Portogallo, avendo deciso di trasferire la capitale a sud di Guimares, scelse proprio Coimbra, che conservò il ruolo di capitale del regno fino al 1256, dando i natali anche a sei dei futuri re del Paese.

L’edificio e allo stesso tempo l’istituzione più importante della città è l’Università di Coimbra, 'la Velha Universidade', situata nel cuore della città alta.
Fondata nel 1290 in seguito a una petizione ecclesiastica di Re Dionigi è una delle università più antiche e prestigiose del mondo. All’interno del cortile principale il luogo di maggior richiamo è rappresentato dalla famosa Biblioteca Joanina, mentre la barocca torre dell'orologio, soprannominata dagli studenti 'a cabra' (la capra), è il punto più alto della città.

Da qui si scende attraverso le stradine e i vicoli che costituiscono un po’ il cuore del centro storico e i cui toponimi risultano particolarmente adatti al luogo in cui ci troviamo.

Diverse sono le chiese che si possono ammirare lungo il cammino tra cui: la cattedrale romanica di Sé Velha, una delle più belle del Portogallo; e la chiesa de Santa Cruz, in cui sono sepolti i primi due re del Portogallo.

La Torre de Anto si trova lungo il perimetro delle mura che circondavano il nucleo più antico e di cui si può ammirare ancora un breve tratto in prossimità dell’Arco de Almedina, la porta, risalente al XII secolo, attraverso cui si accedeva o si usciva dalla “medina” la città vecchia di impronta araba.

Oggigiorno la vita cittadina si svolge soprattutto intorno alla zone del lungofiume a Largo da Portagem, proprio accanto al Ponte di Santa Clara, il vero centro della città bassa. La piazza, insieme a Rue Ferreira Borges è disseminata di negozi, locali, e caffè all'aperto, con una zona pedonale che conduce alla vicina Praça do Comercio, antica sede del mercato e oggi punto di ritrovo per turisti e studenti.

GUIMARAES
In uno scenario di dolci colline sorge la città di Guimaraes, considerata la culla della nazione e prima capitale del regno.
Nell’austero castello che sorge sulla “Sagrada collina”, uno dei più antichi del Paese, nacque quell’Alfonso I Henriques, che nel 1139 si proclamò primo re del Portogallo.
Accanto è la chiesa in cui venne battezzato, e non distante il Paço dos Duques de Bragança, una massiccia costruzione gotica della prima metà del XV secolo.

Ma è soprattutto l’antico centro storico, che conserva ancor oggi immutate l’atmosfera e la dimensione della sua origine medievale, con le sue case, i suoi archi, la loggia, le stradine acciottolate ad attirare il turista di passaggio.

Anche qui Chiese, come quella di Nossa Senhora da Oliveira, Musei, Palazzi e Monasteri, testimoniano l’importanza storica della città, ma per una volta sul desiderio di approfondire la nostra conoscenza prevale il piacere di passeggiare lasciandosi guidare semplicemente dalla curiosità.

PORTO
La barca è il modo migliore per raggiungere e scoprire quella che è la seconda città del Portogallo per importanza, ma la più affascinante e ricca del Nord del Paese, PORTO, adagiata lungo la sponda settentrionale del fiume Douro, a soli sei chilometri dalla sua foce nell’Atlantico.

Fu proprio grazie alla sua posizione strategica che la città sin dai tempi dei Romani si dedicò al commercio e, grazie a questo, si arricchì e prosperò.
Sede dei Conti di Portucalia, che hanno dato il nome all’intero paese, Porto trasse profitto prima dai rifornimenti ai crociati in viaggi oper la Terra Santa, e poi dal commercio con le colonie tra il XV ed il XVI secolo.

Tanta ricchezza portò alla costruzione di diversi edifici, chiese e palazzi, che nel loro complesso costituiscono il centro storico della città, anch’esso inserito dall’Unesco nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità, ma che meritano di essere visti e visitati uno ad uno: come l’Igreja dos Clerigos, con la famosa torre; o la Chiesa di Santa Catalina, splendidamente ricoperta di antichi Azuleyos, e situata lungo la principale via pedonale e dello shopping di Porto.

Un discorso a parte merita la Sé, la Cattedrale cittadina, costruita come fortezza fra il XII ed il XIII secolo.

A questo periodo risalgono anche la graziosa Capela de Sao Vicente, ricca di preziose opere d’arte, e l’armonioso Chiostro su due piani, arricchito da pregevoli pannelli di azuleyos.

Dal prospicente Terreiro da Sè, su cui si erge una pregevole gogna d’epoca manuelina, si gode di uno splendido panorama sulla città bassa e sulla sponda opposta del Douro.

VISITA ALLE CANTINE
Per raggiungerla bisogna transitare a piedi, in auto o in treno, sul maestoso Ponte Dom Luis I, progettato nel 1886 da un assistente di Gustave Eiffel, per collegare Porto a Vila Nova de Gaia, la cittadina nata per volere di Alfonso III per eludere i dazi marittimi imposti dall’allora vescovo di Porto.

Qui tutto è dedicato all’invecchiamento ed alla commercializzazione del famoso vino che, sino a pochi anni or sono, veniva ancora trasportato sin qui, dall’alta valle del Douro, a bordo delle tradizionali barche, chiamate rabellos, che sostano alla fonda, in attesa, davanti alla riva.

Sono oltre 50 le Case del Porto, o Armazéns, che hanno sede nel cuore della cittadina, e diverse di esse sono aperte al pubblico e offrono degli interessanti tour organizzati per spiegare e far conoscere, in modo esaustivo, le diverse fasi che caratterizzano la produzione di questo pregiatissimo vino.

Così si viene a sapere che la scoperta del Porto, in quanto tale, risale al XVII secolo, quando i mercanti inglesi iniziarono a miscelare il vino del Douro con il Brandy, affinchè non si inacidisse durante il trasporto, notando peraltro che più lo si rendeva forte e dolce, più il gusto migliorava.

Nel corso degli anni tecniche e metodi di produzione ed invecchiamento sono andati affinandosi ed oggi una bottiglia prodotta durante una cosiddetta “annata dichiarata”, come quella ancora ineguagliata del 1963, può raggiungere comodamente il prezzo di 1.000 Euro.

Termina così, con un brindisi, il viaggio in questa terra ricca di fascino e storia, che al suo interno nasconde molti altri tesori, per cui varrebbe la pena prima o poi ritornare... (Continua, SDF - Foto da Internet)