GRAN CANARIA
UN CONTINENTE IN MINIATURA
Gran Canaria è una delle sette isole, tutte di origine vulcanica, che formano l’Arcipelago Canario, situato geograficamente nell’Oceano Atlantico, a soli 210 km dalla costa nord occidentale dell'Africa, ma appartenente politicamente alla SPAGNA.
Per dimensioni è solo la terza in ordine di grandezza dell’intero Arcipelago, ma grazie alla varietà di paesaggi, di ambienti di microclimi che qui si possono incontrare si è guadagnata il titolo di “continente in miniatura”.
La caratteristica fisica più evidente di GRAN CANARIA è data dalla sua rotondità: misura infatti 48 x 48 chilometri di asse, e risulta deformata solo a nord est da LA ISLETA, una piccola penisola di circa 12 chilometri quadrati unita all’isola da un istmo sabbioso.
Proprio al centro di GRAN CANARIA sorge il Pico de Las Nieves che, con i suoi 1949 m di altitudine, rappresenta la massima elevazione dell’Isola, che si estende su una superficie complessiva di 1560 kmq. Da qui e fino alla costa l’intero territorio è inciso e percorso da profondi “barrancos” o burroni, che danno forma e vita a differenti e variegati paesaggi di suggestiva e struggente bellezza: un’autentica attrazione per gli oltre 2 milioni di turisti che ogni anno scelgono Gran Canaria come meta per le loro vacanze, grazie soprattutto alle spiagge, al mare ed al clima sempre mite che caratterizza in special modo la costa meridionale dell’isola.
Partendo infatti dall’estremo sud, dalla celeberrima e frequentatissima Playa del Ingles, per proseguire poi verso ovest attraverso Playa de Maspalomas, Playa de las Meloneras, Playa de Puerto Rico, Playa Amadores, Playa de Taurito, sù fino a Puerto de Mogan, è tutto un susseguirsi di invitanti baie ed insenature, più o meno grandi, formatesi ai piedi di profondi canyon e caratterizzate dalla presenza di splendide spiagge di sabbia dorata o di origine vulcanica.
E’ qui che si concentra la maggior parte degli hotel, dei residence, dei villaggi turistici, sorti come funghi a partire dagli anni ’70, per rispondere ad una domanda sempre crescente di ospitalità, da parte dei grossi tour operator stranieri, soprattutto tedeschi, inglesi e scandinavi.
In poco più di tre decenni, l’industria turistica è stata in grado di trasformare le selvagge pendici di questi dirupi, in fondo ai quali sorgevano qua e là solo dei piccoli villaggi di pescatori, in altrettante località di villeggiatura, perfettamente attrezzate, e con una ricchissima offerta di sport acquatici e non, in cui molti vacanzieri hanno colto al volo la possibilità di acquistare la propria seconda casa, al caldo dei Tropici, e lungo la rotta degli Alisei.
Ma se la possibilità di godere di sole, mare e spiagge durante tutti i 12 mesi dell’anno rappresenta per molti il motivo principale per trascorrere una vacanza soggiorno a Gran Canaria, in realtà gli spunti di interesse e curiosità che quest’isola racchiude, sono ben più numerosi, e meritano senz’altro una conoscenza più approfondita.
LAS PALMAS DE GRAN CANARIA
Attualmente l’isola ha una popolazione di circa 800mila abitanti, la metà dei quali risiede nella capitale LAS PALMAS DE GRAN CANARIA, da dove ha inizio anche il nostro itinerario.
Il Barrio de Vegueta, con le sue piazze abbellite da eleganti fontane, con i suoi vicoli stretti, su cui si affacciano palazzi signorili, rappresenta ancora la parte più antica della città, in cui, l’elemento architettonico che colpisce di più il visitatore è il balcone in legno nel cosiddetto stile canario-mudejar.
Qui il monumento principale è la Cattedrale di Sant’Anna, il cui ingresso si apre su un’ampia piazza su cui si affacciano anche il Palazzo del Vescovo ed il Municipio, mentre diverse statue raffiguranti vari tipi di cani, ricordano al passante l’origine del nome di queste isole, battezzate CANARIE, (dal latino canis, cane) a causa della presenza di grandi quantità di cani selvatici che vagavano per le isole, riportata per la prima volta dallo studioso romano Plinio il Vecchio.
Altro luogo che merita senz’altro una visita è la vicina CASA MUSEO di Cristoforo Colombo, con annessa la preziosa BIBLIOTECA COLOMBINA, ovvero la residenza in cui presumibilmente il navigatore genovese dimorò prima e dopo la scoperta delle Americhe. All’interno, le sale che si affacciano su un ampio patio in stile canario, ospitano la riproduzione in scala delle tre caravelle protagoniste della prima spedizione, diversi strumenti dell’epoca indispensabili per la navigazione, il percorso delle rotte marittime atlantiche in cui Gran Canaria spicca per la sua centralità; oltre a due colorati pappagalli che intrattengono i visitatori per tutta la durata della visita.
A due passi dal centro, PLAYA DE LAS CANTERAS, rappresenta per eccellenza “la spiaggia della città”. Lunga quasi 4 chilometri, da La Puntilla a La Cícer, Las Canteras è una fonte continua ed inesauribile di attività che finiscono per ipnotizzare il visitatore, il quale si sofferma ad ammirare la vita che scorre sul suo lungomare. Ad ogni ora si assiste ad un gran viavai di bagnanti, surfisti, sportivi o semplici pescatori, che nuotano, passeggiano, corrono o discutono mentre le onde del mare si al largo.
All’estremità Nord-occidentale de Las Canteras, sorge l’Auditorium Alfredo Kraus, inaugurato il 5 dicembre del 1997 e dedicato alla memoria dell’indimenticabile tenore di Gran Canaria. Progettato dall’architetto Óscar Tusquets e dallo scultore Juan Bordes, l’edificio comprende anche il Palazzo dei Congressi delle Canarie, ed è uno splendido compendio della cultura più universale della città, in cui si svolgono importanti manifestazioni sociali e culturali, come il Festival Internazionale del Cinema di Las Palmas de Gran Canaria e il Festival di Musica delle Canarie, oltre a molteplici concerti di musica classica e non solo.
LA CUEVA PINTADA
Proseguendo il nostro viaggio lungo la frastagliata costa settentrionale, percorrendo la panoramica Superstrada del Nord, all’altezza del vertiginoso Barranco de Silva facciamo tappa al CENOBIO DI VALERON, uno spettacolare granaio collettivo scavato nella roccia ed utilizzato dagli antichi abitanti dell’isola per conservare i loro raccolti.
Poco più avanti, ai piedi del PICO DE LA ATALAYA, la località di SANTA MARIA DE GUÍA, colpisce per la disposizione raccolta delle sue case color pastello, ed è famosa per la produzione del cosiddetto QUESO DE FLOR, un formaggio fresco preparato con latte di pecora ed il fiore del cardo silvestre.
Una visita all’interessantissimo MUSEO E PARCO ARCHEOLOGICO “CUEVA PINTADA”, recentemente inaugurato nella vicina località di Gáldar, offre al turista la possibilità di fare un viaggio anche multimediale nella affascinante storia e cultura pre-ispanica di quest’isola, e di scoprire uno dei più importanti giacimenti archeologici risalente all’epoca degli antichi originari abitanti di Gran Canaria.
Il percorso della visita si sviluppa lungo una passerella sospesa, che si snoda al di sopra dei resti di quello che era un antico villaggio aborigeno, portato solo parzialmente alla luce nel corso di diverse campagne di scavi, succedutesi nel corso del XX secolo. Gli indigeni vivevano generalmente in grandi villaggi di struttura quasi urbana, in abitazioni scavate nel suolo con una forma esteriore rotondeggiante costruite con grandi blocchi di pietra secca e un tetto di legno.
I vasi e gli oggetti ritrovati in questo sito dimostrano che gli aborigeni erano dei bravi artigiani, dotati di tecniche e metodi di elaborazione pervenuti fino ai nostri giorni. La terracotta era una delle loro principali materie prime: oltre ad utensili domestici e icone, come l’idolo di Tara, gli aborigeni crearono la cosiddetta “pintadera canaria “, ovvero degli stampi, caratterizzati da originali disegni geometrici, utilizzati per decorare i propri corpi o per marcare i propri averi all’interno dei granai colettivi.
L’intero sito, prende il nome dalla famosa Grotta Dipinta, uno dei più eccelsi esempi dell’arte aborigena canaria, scoperta per puro caso nel 1862. Pitture con motivi geometrici di colore rosso, nero e bianco, adornano questo spazio, attualmente protetto dietro una vetrata, e che nell’antichità si ritiene possa essere stato utilizzato come grotta funebre, o luogo sacro, o abitazione; in quanto non ci sono ancora dati sufficienti per arrivare a delle conclusioni definitive. (Per informazioni: www.cuevapintada.com)
LA COSTA NORD-OCCIDENTALE
Da Gáldar, percorriamo la superstrada che, circondata da serre per la produzione di pomodori, ci conduce alla città di AGAETE, sul versante nord-occidentale di Gran Canaria. Qui la costa è ardita ed arcigna, caratterizzata da maestosi faraglioni e da scogliere da brivido, e si apre solo in prossimità del PUERTO DE LAS NIEVES, uno dei pochi luoghi di riparo in caso di maltempo. Come testimoniano le piccole imbarcazioni colorate ormeggiate in banchina, qui ha sede una piccola comunità di pescatori locali, che sfruttano al meglio i ricchi fondali di questo lembo di Atlantico. Le donne sedute lungo la strada principale, provvedono poi a pulire e smerciare il pesce catturato.
Il paese però, grazie ancora alla sua autenticità, vive anche e soprattutto di turismo, e sono molti i ristorantini che si affacciano sulla spiaggia, in cui è possibile gustare degli ottimi piatti a base di pesce fresco. Uno di questi si chiama “DEDO DE DIOS”, in quanto proprio qui, a poca distanza dalla spiaggia, esisteva una roccia che per la sua forma bizzarra era stata soprannominata “DITO DI DIO”: finchè il 28 novembre 2005, l’Uragano “DELTA” non pensò bene di portarselo via.
E’ sempre al suo posto invece la Cappella di Nuestra Señora de Las Nieves, epicentro, nel mese di agosto, della tradizionale “Festa dei Rami”, rito ancestrale per invocare la pioggia.
Volendo, da Agaete esiste un servizio regolare di traghetti che collegano il Puerto de Las Nieves con Santa Cruz de Tenerife; ma noi preferiamo rimanere a Gran Canaria e andare alla scoperta di quello che ci riserva l’interno dell’isola.
Risalendo la Valle de Agaete, facciamo una prima sosta alla “FINCA LAS LONGUERAS”, una casa padronale costruita alla fine del XIX secolo, tra piantagioni di banane e aranceti, e trasformata di recente in un accogliente ed elegante Hotel Rural, o Agriturismo di Classe, in grado di ospitare un tipo di turista attento e curioso alla ricerca di qualcosa di particolare e diverso dal solito. Un luogo magico e sacro, con tanto di stemma araldico e di cappella privata, in cui si respira il profumo della storia ed il tempo sembra essersi fermato.
Salendo ancora, e penetrando sempre più verso l’interno, l’isola svela sempre più la sua origine vulcanica, mentre paesaggi, clima ed atmosfere cambiano radicalmente dietro ogni curva. All’improvviso siamo accolti da un manto di nebbia che ci avvolge. La terra è nera, la vegetazione è mutata. Abbiamo raggiunto il MIRADOR LOS PINOS DE GÁLDAR, da cui si possono ammirare i magnifici e centenari esemplari di pino canario che si trovano nella zona. Si tratta di esemplari splendidi che crescono sul versante occidentale di un complesso vulcanico di epoca recente con uno speciale cratere in forma di cono rovesciato conosciuto appunto come la Caldera de los Pinos de Gáldar. Nei pressi anche degli splendidi castagni, con i ricci ben chiusi, in un clima che per un attimo ci proietta verso l’autunno.
IL GIARDINO BOTANICO
Ma siamo a Gran Canaria, e il velo di nebbia rimane magicamente sospeso ad una quota imprecisata. Sopra e sotto c’è il sole, il mare, i cactus ed i fichi d’india.
E basta percorrere solo pochi chilometri che ci si trova circondati da una miriade di palme, di agavi, di piante grasse in genere. Ci troviamo nello splendido Giardino Botánico Canario “Viera y Clavijo”, a Tafira Alta, il più grande di Spagna, con i suoi 27 ettari di superficie. Qui sono stati raccolti e vengoni conservati tutti gli esemplari della straordinaria flora canaria, che registra ben 500 specie vegetali endemiche, sulle oltre 2000 presenti attualmente sull’intero Arcipelago. Di queste, la Dracaena Draco, è senz’altro una delle più interessanti e spettacolari, mentre la splendida Phoenix canariensis, ovvero la “palma canaria”, presente in tutte le sette isole, è considerata un po’ il simbolo dell’Arcipelago. Agli amanti delle piante grasse invece basti sapere che, se in tutto il mondo ne esistono all’incirca 10mila esemplari, nel Giardino Canario se ne possono contare ben 2.000…
VERSO L'INTERNO: LAS CUMBRES DI GRAN GANARIA
Lunare è invece il paesaggio che caratterizza la vicina Caldera de Bandama, un cratere vulcanico, profondo 200 metri e con un diametro di 1000 metri, sulle cui fertili pendici sorge peraltro il più antico Golf Club di Spagna, fondato alla fine del XIX secolo dai membri dell’importante ed influente colonia Inglese, residente a quei tempi sull’isola.
Dal vicino Pico de Bandama, raggiungibile in auto, si gode di uno spettacolare panorama che abbraccia l’intera fascia costiera che si estende tra il quadrante settentrionale e quello orientale dell’isola.
Punto di partenza ideale per delle suggestive escursioni nei dintorni è il grazioso Hotel Rural “LAS CALAS”, ricavato con amore e buon gusto, all’interno di un’antica casa costruita con lo stile tipico della zona. La cura dei dettagli, delle sfumature; l’armonia con la natura, ed il succedersi delle stagioni, sono qui gli elementi base dell’ospitalità, che si riscontrano poi anche a tavola dove vengono proposti alcuni piatti tipici della tradizione: come la zuppa di lenticchie col mais, la carne di maiale con l’Adobo (una salsa a base di aglio) e le Papas Arugadas col Mojo Rojo, ovvero “patate rugose con salsa piccante”, il tutto bagnato dal vino dell’isola: tinto, blanco o rosado.
Da qui partono una serie di strade e di sentieri che attraverso un’alternanza continua di laghetti artificiali e villaggi addormentati, canyons profondi e pendii terrazzati, dolci vallate e picchi maestosi, conducono il visitatore alla scoperta del vero cuore dell’isola: LAS CUMBRES DI GRAN GANARIA, le cime delle montagne che superano i 1.500 metri di altitudine e le cui forme particolari e fantasiose hanno ispirato toponimi altrettanti originali: come il Roque Nublo, il Roque Bentayga, il Pico de Las Neves.
La bontà del clima e la bellezza paesaggistica, fanno si che l’isola di Gran Canaria sia anche un autentico paradiso per gli amanti della natura, delle passeggiate, e specialmente per gli appassionati di trekking e arrampicata, che qui si trovano di fronte ad un inatteso paradiso di rocce e verticalità ancora da scoprire: lo scenario perfetto per praticare gli sport di montagna non invernali.
I rilievi vulcanici di Gran Canaria infatti sono stati creati in tre cicli eruttivi durante 16 milioni d’anni. Le rocce più antiche emesse in forma di colata, pur essendo di diversa composizione e litologia, grazie alla loro solidità e aderenza, sono ideali per l’arrampicata. L’erosione infine ha completato l’opera, configurando gli elementi che oggi caratterizzano il paesaggio insulare: burroni, scogliere, creste, crateri… Questi offrono la più completa esibizione di fenditure, camini, placche, tetti, strapiombi… che fanno dell’isola una gigantesca palestra di roccia con infinite possibilità ancora tutte da provare.
Ad Artenara, il paese più elevato di Gran Canaria, una statua ricorda lo scrittore Don Miguel de Unamuno che, durante il suo esilio sull’isola celebrò in versi la bellezza de LAS CUMBRES.
A rendere oltremodo invitanti questi luoghi sono le gustose specialità gastronomiche che si possono trovare ed acquistare sulle bancarelle lungo la strada: miele di eucaliptus, rum al miele, marmellate di cactus, dolci di marzapane, frutta secca, liquori alla pesca, formaggi di pecora e fichi d’india…
LE SPIAGGE
Vista la rotondità dell’isola, dal centro ogni vallone scende, più o meno rapidamente a seconda del versante scelto, in direzione della costa. Il versante orientale è quello maggiormente battuto dal vento, come dimostrano i numerosi impianti eolici per la produzione di energia elettrica pulita, che caratterizzano il paesaggio nei pressi di ARINAGA.
Soprattutto nel periodo compreso fra i mesi di giugno ed agosto, qui l’aliseo raggiunge un’intensità costante fra i 40 ed i 50 chilometri all’ora, per la gioia degli amanti del windsurf che ogni anno, a luglio, si danno appuntamento presso la Bahia de Pozo Izquierdo dove si svolge una delle tappe del campionato mondiale di windsurf.
Se dalla Cordigliera Centrale si imbocca invece la Valle di Mogán, dove secondo l’UNESCO, si trova il miglior microclima del mondo, si giunge sul versante sud-occidentale dell’isola, caratterizzato da una serie di spettacolari precipizi, ben visibili dalla strada che correndo vertiginosamente parallela alla costa, mette in comunicazione le numerose località turistiche sviluppatesi in questi anni.
Ma la strada più panoramica è quella che da FATATA scende diritta verso sud, direzione Playa del Ingles, Maspalomas, Playa de las Meloneras. E’ questa la zona a maggior denisità turistica: con camere ed hotel, per tutte le tasche; locali e ristoranti per tutte le lingue; attività ed attrazioni per ogni tipo di cliente.
Tra quelle commerciali PALMITOS PARK è sicuramente una delle più visitate. Si tratta di un’oasi subtropicale, al cui interno trovano spazio un lussureggiante giardino botanico, con migliaia di palme, orchidee e piante grasse, ed un variopinto giardino zoologico, con centinaia di uccelli esotici, decine di mammiferi, rettili, migliaia di coloratissimi pesci e dolcissime farfalle.
Per chi ama questo genere di Parchi si tratta di uno dei più importanti al mondo. Vi si possono ammirare uccelli e mammiferi provenienti da ogni angolo del pianeta: dragoni di Komodo, tucani del Sud America, gibboni dell’Asia, e poi ancora caimani, fenicotteri, pappagalli e serpenti, tutti accompagnati da interessanti schede tecniche relative alle abitudini ed alle caratteristiche di ogni specie.
LAS DUNAS DI MASPALOMAS
Il luogo in assoluto più suggestivo, fotografato, e conosciuto di Gran Canaria, rimane la Riserva Naturale Speciale delle DUNE DI MASPALOMAS, un vero e proprio lembo di Sahara rimasto aggrappato a quest’isola, con autentiche dune di sabbia finissima spostata dal vento, su cui è un piacere arrampicarsi e perdersi, mentre il sole si fa sempre più basso all’orizzonte, e le ombre finiscono per allungarsi a dismisura.
Una laguna di acqua salmastra conosciuta come La Charca ('Acqua Stagnante'), occupa l’estremità occidentale della Riserva e, durante i periodi invernali, offre cibo e rifugio a diverse specie di uccelli migratori che, nel corso del loro viaggio stagionale dall’Europa all’Africa, decidono di concedersi una rigenerante sosta da queste parti.
In fondo è un po’ quello che cercano anche tutti i turisti che ogni giorno scelgono di venire a GRAN CANARIA, per trascorrere un periodo di meritato relax. (sdf)