EGITTO - MAR ROSSO 2.

MAR ROSSO: IL GIARDINO DI CORALLO
Seconda parte
ALLA RICERCA DI NEMO & CO.

La nostra imbarcazione vola smaniosa sulle acque cristalline di questo mare invitante. Ci accomuna il desiderio e la voglia di raggiungere quanto prima la meta finale di questa nuova escursione: la spiaggia di Mahmya, sulla costa meridionale dell’isola di Giftun.

Altri yachts convergono sulla nostra rotta, tutti attratti dalla bellezza formato cartolina, di questo autentico angolo di paradiso.

Situata a solo un’ora di navigazione dal porto di Hurghada, Mahmya, che in arabo significa “area protetta”, possiede il privilegio di essere una delle uniche due spiagge gestite permesse sull’isola, che, come tutti gli altri parchi marini del Mar Rosso egiziano, è deserta e disabitata e dove gli insediamenti umani sono strettamente proibiti.

SULL'ISOLA DI GIFTUN
A regnare qui è la natura: acque turchesi, una spiaggia di fine sabbia bianca, panorami mozzafiato e poche strutture ricettive semipermanenti, realizzate fra l’altro con materiali naturali
quali: tronchi, paglia e semplici sassi.

Le grosse imbarcazioni sono costrette a omrggiare al largo della baia, mentre i turisti vengono trasportati a riva grazie ad un via vai di barche più piccole.
Una volta sbarcati sull’isola gli ospiti sono liberi di passeggiare lungo la spiaggia, di nuotare nell’acqua trasparente, di praticare lo snorkeling ed ammirare i coralli sparsi un pò dovunque nella laguna.

Sebbene frequentata ogni giorno da centinaia di visitatori, la spiaggia di Mahmya rappresenta un ottimo esempio di come l’uomo possa gestire perfettamente un ecosistema e allo stesso tempo prenderne parte.
Per poter ottenere questo risultato la ferre regole del Parco Nazionale Marino dell’Isola di Giftun però stabiliscono che, alle quattro del pomeriggio, tutti gli ospiti devono lasciare obbligatoriamente l’isola e fare ritorno ai propri alberghi sulla terra ferma. (Fine II^ parte) (SDF)