SEYCHELLES 1.

SEYCHELLES: LE ISOLE DEL PARADISO
Prima parte
PRASLIN E LA DIGUE

Situate a mille miglia dalla costa dell'Africa orientale e dalla terraferma più vicina, le Seychelles sono un arcipelago, circondato dalle acque dell’Oceano Indiano, e composto da ben 115 tra isole, atolli ed isolotti, di una bellezza indescrivibile, con spiagge infinite di sabbia finissima, un mare caldo ed accogliente dai colori cangianti, ed una natura generosa, rigogliosa e selvaggia.

Una quarantina di queste isole, fra cui le tre più grandi e centrali, Mahè, Praslin e La Digue, sono di granito, mentre quelle circostanti sono veri e propri atolli corallini. Le Seychelles infatti, a differenza di altre isole oceaniche, non sarebbero di origine vulcanica, ma sembrerebbero piuttosto essere le vette di un enorme altopiano sommerso che si staccò dall'India 65 milioni di anni fa.
Rimasto sconosciuto per millenni e disabitato fino al XVIII secolo, questo arcipelago è giunto fino a noi praticamente intatto: una vera oasi per la fauna e la flora, ricca di uccelli e pesci tropicali, un paradiso dove è possibile ammirare animali di rara bellezza in un contesto naturale quasi incontaminato, in cui non mancano gli esemplari di specie uniche e singolari.

Con questo passaporto, è normale che le Seychelles siano diventate, negli ultimi anni, una delle mete turistiche più ambite e desiderate
da chi ama il sole, il mare, la pace e la tranquillità, circondato da un ambiente sano, sereno, rilassante e sicuro.
Ed oggi l’industria turistica rappresenta una risorsa economica importantissima per gli 80 mila abitanti scarsi di queste isole ed il governo locale, che però, almeno sino ad ora, ha saputo farne un uso intelligente e razionale, limitando per esempio per legge il numero dei posti letto, vietando la costruzione di palazzi o alberghi di enormi dimensioni, ma soprattutto creando numerose Riserve e Parchi naturali e ponendo così sotto stretta tutela ben il 46% del territorio nazionale: una percentuale che rende queste isole uno dei luoghi più importanti del pianeta per la difesa ell'ambiente.

PRASLIN
Iniziamo la nostra breve visita dall’isola di Praslin, che con i suoi 39 kmq è la seconda in ordine di dimensione dell’intero arcipelago.
I suoi paesaggi sono caratterizzati da una vegetazione particolarmente fitta e rigogliosa, alternata a costoni di roccia granitica artisticamente modellati e scolpiti dall’azione delle onde e del vento, che qua e là danno forma e spazio a delle baie incantevoli, orlate da spiagge bianchissime e dalla sabbia fine, battezzate con nomi come Anse Lazio, Anse Possession ed Anse Takamaka, davanti a cui ormeggiano per ore candidi catamarani che danzano dolcemente su un mare cristallino.

La sua attrattiva principale tuttavia si trova all’interno, lungo l’unica strada che attraversa l’isola da est ad ovest. Si tratta del Parco Nazionale della Val de Mai, celebre soprattutto per l’importante bosco di 'coco de mer', una specie di palma endemica molto rara e singolare, il simbolo delle Seychelles, capace di raggiungere i 40 metri di altezza e l'età di 400 anni, e che, a seconda che si tratti di un esemplare maschio o femmina, produce un caratteristico frutto la cui forma ricorda rispettivamente gli organi genitali maschile e femminile.
La noce della Lodoicea maldivica, questo è il nome scientifico della palma, impiega normalmente sette anni a maturare, può pesare fino a 20 chilogrammi, ed è il seme più grande del mondo vegetale.
A differenza della noce di cocco vera e propria, che da matura è cava, il cocco doppio è completamente pieno di una polpa dura che gli impedisce di galleggiare sull’acqua. Per questo motivo si ritiene che la comune palma da cocco (Cocos nucifera) attraverso le sue noci galleggianti si sia grandemente diffusa nelle zone tropicali, mentre la Lodoicea è rimasta confinata fino ad oggi nella sua ristretta zona di origine.

Così, grazie ai suoi 4000 esemplari di palme 'coco de mer' la foresta preistorica della Val de Mai dal 1983 è stata inserita dall’UNESCO nella Lista dei luoghi da tutelare quali Patrimonio dell’Umanità.

IL NEW EMERALD COVE
Dal porticciolo sempre animato di Baie Saint Anne, una comoda lancia privata ci conduce verso Anse La Farine, nella zona orientale di Praslin.
Qui sorge il New Emerald Cove, il resort a gestione italiana in cui saremo ospiti nei prossimi giorni. Dotato di una quarantina di camere dall’architettura sobria ed elegante, immerso in uno splendido giardino tropicale e adagiato lungo due incantevoli spiagge private, questo è certamente il rifugio perfetto per coloro che amano realmente la pace e la tranquillità in un‘oasi naturale di incomparabile bellezza.
Oltre alla piscina e ad un confortevole catamarano per memorabili escursioni nelle isole limitrofe, il resort mette a disposizione degli ospiti anche un attrezzatissimo centro diving per indimenticabili immersioni nei fondali dei dintorni.

Con l’istituzione di ben quattro Parchi nazionali marini, in cui sono state identificate oltre 150 specie di pesci tropicali, le Seychelles rappresentano un vero e proprio paradiso anche per i sub che, in qualsiasi immersione nei pressi delle coste coralline, hanno la certezza di poter incontrare infinite varietà di pesci, tartarughe e nudibranchi, con la possibilità di trovarsi di fronte anche squali di piccole dimensioni e, quando è stagione, l’immenso ed innocuo squalo balena.

LA DIGUE
Un’altra escursione ci porta alla scoperta di La Digue, la terza isola dell’arcipelago per dimensioni ed abitanti,il cui nome deriva da quello della nave portoghese che, nel lontano 1768, vi approdò per la prima volta.
Qui le auto sono cosa assai rara: si contano infatti sulle dita delle mani. La gente del posto, 2500 anime serene e cordiali, si muovono prevalentemente a piedi o in bicicletta. Stesso dicasi per i turisti che, appena sbarcati da barche e traghetti, corrono a noleggiarne una per 50 rupie al giorno, poco più di 7 euro. In realtà, a beneficio esclusivo dei turisti, La Digue offre anche un altro mezzo di trasporto, l'Ox Cart, cioè un folcloristico carretto trainato dai buoi, di fatto più fotografato che usato per gli spostamenti.

Viste le ridotte dimensioni, più o meno 10 chilomentri quadrati, l’isola è facilmente percorribile in lungo e in largo in poche ore. Qui, come si dice spesso a sproposito, il tempo sembra non scorrere mai. Gran parte dei suoi abitanti si dedica all’agricoltura occupandosi prevalentemente della coltura della vaniglia, delle banane, dello zafferano, e della lavorazione del cocco.

A questo proposito merita una visita la Tenuta de L’Union, una sorta di museo artigiano all’aperto, in cui alcuni addetti mostrano al visitatore i vari passaggi necessari per ottenere la spremitura della copra, ovvero la polpa essicata della noce di cocco, una delle risorse più importanti dell’isola.

All’interno della proprietà sorge anche una bella casa coloniale che, ci hanno raccontato, fece da “location” nell’ultimo film della serie Emanuelle.
Nei pressi, un recinto situato a ridosso di uno dei più giganteschi massi delle Seychelles, ospita alcuni esemplari di tartarughe giganti intente a procurarsi il cibo per il pranzo.

LE SPIAGGE DI LA DIGUE
La caratteristica che rende assolutamente unica ed irripetibile La Digue sono le sue spiagge: classificate in assoluto tra le più belle del mondo. Anse Source D'Argent tanto per iniziare: la spiaggia più fotografata per servizi di moda e spot pubblicitari. La caratteristica che la rende particolarmente bella sono le rocce. Massi scultorei di granito rosa che, in contrasto con il verde della vegetazione rigogliosa e selvaggia ed il bianco della sabbia impalpabile, costituiscono uno spettacolo suggestivo ed irreale.

L’acqua del mare poi, è calda e calma, ed i suoi colori finiscono per confondersi con quelli del cielo. Un chiosco sulla spiaggia fa affari d’oro con i turisti affamati, mentre in un angolo, all’ombra di una palma, due giovani del posto intrecciano foglie e creano souvenir da portare in Italia, per non dimenticare mai la bellezza di questo posto.

A malincuore riprendiamo la nostra bicicletta e lasciamo Anse Source d’Argent, per andare alla scoperta di quello che ci riserva l’altro versante dell’isola. Lungo la strada, la chiesetta colorata, ed il piccolo cimitero pieno di croci ci dicono che qui gli abitanti sono per il 90% di fede cattolica.

Al termine di una lunga discesa ci troviamo finalmente a Grand Anse. E’ questo il paradiso dei surfisti, con cavalloni che si impennano per metri e fanno di tutto per non farsi domare. Fare il bagno qui è piuttosto pericoloso a causa delle forti correnti, ma con un po’ di cautela si può restare vicini a riva e giocare con le onde. Questo posto è di una bellezza selvaggia, che ti ipnotizza e ti spinge a rimanere seduto qui a guardare l’orizzonte.

LA COSTA SETTENTRIONALE
Ci resta da visitare la costa settentrionale dell’isola. Pedaliamo veloci verso Anse Severe, ennesima spiaggia da incorniciare, con la sua palma distesa su un fianco in attesa di essere pubblicata su un depliant.
Di fronte, in controluce, la silhouette di Praslin ci appare allo stesso tempo famigliare e lontana, mentre sotto costa i proprietari di yacht e catamarani si danno appuntamento per l’ora dell’aperitivo.

Con il fresco le vie del piccolo centro si animano di gente del posto. Oramai il sole sta per tramontare. Il posto migliore per assistere a questo spettacolo quotidiano è dagli imponenti massi di Anse Source D'Argent. Le parole non servono per descrivere la scena e non basterebbro comunque per spiegare le emozioni.

Col favore delle tenebre una goletta carica di giovani allegri e festanti è giunta nel porticciolo di La Digue. Ci piacerebbe poterci fermare ma questa sera dobbiamo tornare a Praslin, domani altre avventure ed emozioni ci aspettano. (Fine I^ parte) (SDF)