BRASILE - CEARA' 3.
CEARA’: “TERRA DI LUCE”
Terza parte
CANOA QUEBRADA E LA COSTA SOLNASCENTE
Bisogna alzarsi prima dell'alba per vederli armare le proprie barche.
E bisogna vederli armare le proprie barche, per capire la vita e la fatica che fanno. Sono i pescatori di Praia das Fontes, piccolo villaggio lungo la Costa SolNascente del Cearà, a sud-est di Fortaleza, ed ogni mattina rinnovano il loro rito.
Ad una ad una le jangadas, vengono spinte in mare, dove attendono il momento più propizio per poter salpare, volando, oltre le onde.
Costruite con legno di carnauba, assomigliano più a delle zattere che a delle vere e proprie imbarcazioni. Non hanno fiancate, non hanno una chiglia e le più antiche sono state realizzate senza chiodi, ma solo con l'utilizzo di cime ed incastri ingegnosi.
Prima del varo, ogni pescatore spruzza la propria vela, colorata e consunta, con acqua di mare affinchè opponga maggior resistenza al vento. Poi ognuno scruta l'orizzonte, il mare, le onde, per cogliere l'attimo migliore, e spingere lo scafo con tutta la forza che c'è in corpo sperando che il vento e la corrente diano una mano.
Un aiuto efficace lo danno anche coloro che una jangada non ce l'hanno e nemmeno un imbarco, ma confidano nel buon cuore dell'armatore augurandosi di ricevere almeno un paio di pesci come compenso.
In passato uscivano sempre in tre su ogni barca mentre oggi i giovani cercano altri mestieri, meno faticosi, e più redditizi.
Una volta in mare aperto le jangadas si spingono al largo per decine di chilometri, e poi si fermano a pescare anche per diversi giorni,
prima di far ritorno a casa.
ESCURSIONI NEI DINTORNI
Ed una jangada ancorata in mezzo ad un laghetto è anche il simbolo del vicino Hotel Oasis Praia das Fontes, un elegante villaggio vacanze all inclusive con tanto di doppia piscina e spiaggia privata a disposizione dei turisti che vogliono soggiornare in questa località o che da qui vogliono partire alla scoperta di questo affascinante tratto di costa.
Prainha dista una cinquantina di chilometri e si può raggiungere comodamente a bordo di un buggy guidando con prudenza lungo il bagnasciuga, che con la bassa marea si trasforma in un'autostrada. Da vedere non c'è nulla o quasi, ma la sua bellezza sta proprio in questo, e nella capacità del visitatore di saper cogliere la tranquillità, l'amenità, la serenità di un luogo e della sua popolazione.
BEBERIBE
Una piccola deviazione verso l'interno, vicino al villaggio di BEBERIBE ovvero là dove nasce la canna da zucchero ci permette di visitare un paio di laboratori in cui vengono prodotte le tavolette di rapa dura.
In pratica il succo dolciastro che si ottiene tritando la canna da zucchero viene fatto bollire e ribollire, sotto l'occhio vigile
e le mani esperte di abili artigiani, all'interno di enormi pentoloni
su un fuoco sempre vivo alimentato dagli stessi scarti della canna.
Raggiunta la giusta consistenza questa specie di melassa viene fatta colare in appositi contenitori di forme e dimensioni diverse che poi verranno messi a riposare.
Una volta raffreddate le tavolette di Rapa Dura così ottenute sono un vero concentrato di dolcezza, e di energia e, secondo le teorie locali, un ottimo sostituto del Viagra.
MORRO BRANCO
Ritorniamo sul mare nei pressi di Morro Branco. Una falesia dai mille colori caratterizza questo tratto di costa. Rosso, marrone, amaranto, ocra, sono più di venti le sfumature che i geologi hanno individuato su queste rocce solcate da perenni sorgenti d'acqua dolce.
Viaggiamo per un lungo tratto su una striscia di sabbia sospesa tra le onde da un lato e questa parete apparentemente impenetrabile dall'altro.
In realtà proprio l'acqua, il vento ed il mare nel corso dei secoli
hanno eroso e scolpito, con estro artistico l'intera falesia trasformandola in un vero e proprio labirinto fatto di canyon, picchi, guglie e torrioni, in cui è piacevole perdersi, rincorrersi, o lasciarsi andare.
Su tutto spicca il bianco faro che presta il nome alla località e domina un paesaggio selvaggio e romantico al tempo stesso.
E cavalieri selvaggi e romantici, impegnati a loro modo a domare le onde dell'Oceano, sono anche i giovani di Morro Branco che ogni sera prima del tramonto si danno appuntamento sulle loro tavole da surf
per divertirsi e dare spettacolo, in un crescendo di allegria e partecipazione.
LE DUNE DI URUAU
Se da Praia Das Fontes, guidando sempre lungo il litorale, si punta verso sud-est, il paesaggio muta nuovamente. A dominare su tutto sono le DUNE DI URUAU, enormi colline di sabbia bianchissima,
che con la loro mole e la loro presenza bloccano le acque dell’omonima laguna impedendo loro di giungere fino al mare.
Naturalmente il mezzo migliore per muoversi anche su questo terreno, sono le “dune-buggy”, ma c’è anche chi, magari rapito dalla bellezza e dalla grandiosità dello scenario circostante sperimente o propone mezzi diversi e alternativi, come un ragazzo francese che spera di poter praticare tranquillamente il kite-surf anche su queste gigantesche onde di sabbia.
I COLORI PASTELLO DI ARACATI'
Con una breve deviazione verso l’interno giungiamo ad ARACATI’,
che con i suoi 60.000 abitanti è la principale cittadina di questa regione. Ad attirarci maggiormente sono le facciate delle variopinte casette dai colori pastello che si icontrano lungo una delle vie del centro.
Abbelliti da azulejos di stile lusitano, questi caratteristici edifici coloniali, contribuiscono a creare un’atmosfera ed una dimensione di grande tranquillità, in cui Aracatì appare come sospesa nel tempo.
A richiamare la nostra attenzione però sono le note di una canzoncina che giunge dall’interno di uno di questi edifici. E’ la scuola materna, e i bambini stanno preparando uno spettacolo
per la “festa della mamma”.
Una delle maestre ci spiega che la scuola pubblica è gratuita per tutti, anche se i pochi che possono permetterselo mandano i propri figli negli istituti privati. Le classi sono composte da 25-30 alunni, provenienti anche da alcune località vicine, e funziona il “tempo pieno” con la possibilità per tutti i bambini di mangiare alla mensa che si trova all’interno della scuola.
CANOA QUEBRADA
Salutiamo i nostri nuovi amici, lasciamo Aracatì, e proseguiamo il viaggio tornando sulla costa. Ad attenderci CANOA QUEBRADA
Un villaggio conosciuto sin dagli anni ’70 come luogo di incontro degli hippies di tutto il mondo e trasformatosi in pochi anni, insieme a Jericoacoara, nella località, più famosa del Cearà.
Il suo simbolo è la falce di luna con la stella al centro, scolpito sulla rossa falesia che domina la lunghissima spiaggia. Qui c’è posto per tutti e l’unico rischio che si corre è di non avere vicini con cui chiacchierare. I bambini giocano sul bagnasciuga organizzando emozionanti regate con piccoli modellini di barche, mentre le mamme ne aprofittano per prendere il sole.
A Quixaba, poco più a sud di Canoa Quebrada, in uno dei tratti di costa più belli di tutto il Cearà, ha costruito la sua casa l’attrice Florinda Bolkan, la figlia più famosa di questa terra affascinante, in cui la natura si è divertita ad alternare mare e sabbia, acqua dolce ed acqua salata, canyon profondi e spiagge infinite.
PESCI E GAMBERETTI
Altre donne aiutano invece il padre o il marito a pulire le reti con cura le reti dopo un’intera notte trascorsa in mare, pescando.
Canoa Quebrada, è famosa soprattutto per le sue aragoste, che si possono gustare insiema ad altre specialità nei molti ristorantini che si trovano sulla spiaggia.
Ma proprio la pesca dell’aragosta, che ha rappresentato per anni, un’autentica risorsa per i pescatori locali, ultimamente ha attirato l’interesse di molti altri operatori economici che, accecati dalle opportunità di grandi guadagni, non osservano più le più banali e tradizionali norme della pesca mettendo a rischio la riproduzione della specie.
Lo stesso discorso vale per gli immensi allevamenti di gamberetti sorti nei dintorni di Canoa Quebrada, là dove le dune di sabbia lasciano il posto a fertili conche in cui l’acqua del vicino fiume Jaguaribe viene pompata senza alcun crietrio, per alimentare le vasche a coltura intensiva con gravi conseguenze sia per il prodotto finale, che per l’ambiente.
CANOA QUEBRADA NIGHT-LIFE
Un’ambiente che per i suoi contrasti, per la sua bellezza mozzafiato
per le emozioni che sa regalare è e dovrebbe rimanere il vero e proprio punto di forza di questo Paese.
Purtroppo, una passeggiata dopo il tramonto lungo la cosiddetta “Broadway”, la via centrale di Canoa Quebrada, in un susseguirsi di boutique, bancarelle e ristoranti gestiti da stranieri
ci fa capire che anche qui, con l’avvento del turismo, qualcosa è cambiato: per alcuni forse, le condizioni di vita sono migliorate,
ma per tutti il rischio di perdere la propria identità è grande. (fine III^ parte) (SDF)
