BRASILE RESPONSABILE 5.
TURISMO RESPONSABILE IN BRASILE
Quinta ed ultima parte
RIO DE JANEIRO: UN PADRE PER I RAGAZZI DI STRADA
Stiamo sorvolando la Baixada Fluminense, l’immensa periferia di Rio de Janeiro, un’area abitata da circa tre milioni e mezzo di persone,
per la maggiori parte emigranti interni, provenienti da tutte le regioni del Paese e giunti qui a partire dagli anni ’40.
Ad accoglierli c’era e c’è ancora il Cristo redentore del Corcovado, l’immensa statua alta 38 metri che dal 1931 è divenuta il simbolo di Rio e sembra voler stringere in un abbraccio l’intera città che da quassù si merita il soprannome “Meravigliosa”
con cui è internazionalmente conosciuta.
Parte da quassù l’ultima tappa di questo nostro viaggio di turismo responsabile in Brasile.
In effetti Rio offre molti spunti di interesse al visitatore curioso
ma per essere apprezzata e compresa fino in fondo bisognerebbe dedicarle diversi giorni. Noi purtroppo abbiamo poco tempo a disposizione per cui ci limiteremo a passeggiare tra i vicoli più caratteristici, apprezzando i monumenti più famosi, gli edifici più importanti, le chiese più antiche.
L’aspetto più appariscente del centro cittadino è la coesistenza e la commistione di stili di epoca e fattura diversa, che anziché disturbarsi si fondono tra loro creando una scenografia movimentata
dove i carioca veraci ma anche gli stranieri si muovono a loro agio.
A metà mattinata ci concediamo una breve pausa ai tavolini della storica Confeitaria Colombo, la più antica e famosa pasticceria di Rio, costruita nel 1894, e divenuta nel corso degli anni una vera istituzione cittadina.
Così come il Bonde, affettuosamente chiamato Bondinho, il pittoresco tram che dal centro sale verso il quartiere di Santa Teresa, divenuto da qualche anno il rifugio degli artisti.
Ne approfittiamo anche noi visto che il percorso si snoda attraverso un paesaggio suggestivo e panoramico, che offre una proospettiva ed uno spaccato diverso della città e dei suoi abitanti.
Rio tuttavia è soprattutto le sue spiagge. Copacabana, Ipanema, Leblon, Botafogo, sono nomi oramai entrati nell’immaginario collettivo di chi sogna da sempre un viaggio in Brasile.
Se durante l’estate e nei fine settimana è quasi impossibile trovare un posto libero dove posare l’asciugamano durante l’inverno appaiono
deserte, immense, invitanti.
Da Rio verso sud è tutto un susseguirsi di baie e spiagge incantevoli
fino a Barra da Tijuca ed a quelle di Prainha e Grumari, la cui sabbia è costeggiata dalla vegetazione lussureggiante, e rappresentano il luogo ideale per chi desidera un po’ di calma e tranquillità.
Un’ora prima del tramonto è d’obbligo presentarsi davanti al primo troncone della teleferica che conduce al Pan di Zucchero.
Velocemente si sale fino ai 217 metri del Morro da Urca.
Giunti a metà strada la città già si apre sotto di noi mentre il Pan di Zucchero sembra quasi ci inviti a far presto.
Non ci facciamo pregare e presa la seconda teleferica: in sei minuti giungiamo sulla vetta, a 395 metri di quota.
Dalla terrazza il panorama è grandioso e permette di abbracciare un paesaggio assai diverso da quello che si gode dal Cristo del Corcovado. Da quassù Rio appare ancor più bella, pulita, perfetta:
la città ideale; mentre la luce dorata del tramonto sembra voler rendere tutto più prezioso agli occhi di quei turisti che si accontentano di una bella foto ricordo con lo sfondo-cartolina.
La realtà però è ben diversa.
CASA DAS MENINAS
Lo capiamo subito andando a visitare a Nuova Iguacu, nella Baixada Fluminense, l’immensa periferia di Rio de Janeiro, la “Casa das Meninas”, un centro di accoglienza per adolescenti incinte e madri in stato di abbandono.
Ad accoglierci ed a spiegarci la funzione della casa è Marcia Bordin,
la fondatrice e responsabile di questo progetto.
ASCOLTA INTERVISTA (da inserire)
CASA DO MENOR
Ma l’esperienza umana più profonda ed intensa è quella che ci aspetta a Casa Do Menor in località São Miguel Arcanjo
Venne fondata a Miguel Couto, nella Baixada Fluminense nel 1983,
da Padre Renato Chiera, un prete piemontese, spedito in Brasile per costruire chiese ed insegnare il catechismo, ma che rimase subito attratto dalla realtà dei più poveri, dei più deboli,
di quei bambini di strada di cui allora si iniziava soltanto a parlare.
A loro ha dedicato un’intera vita: la sua.
ASCOLTA L'INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA:
PER RENDERLA PIU' FRUIBILE E' STATA DIVISA IN VARI CAPITOLI OGNUNO CON UN TITOLO INTRODUTTIVO
INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA
Prima parte: UN GRIDO DI AIUTO
INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA
Seconda parte: RAGAZZI DI STRADA E NARCOTRAFFICANTI
INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA
Terza parte: GLI STRUMENTI PER CAMBIARE
INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA
Quarta parte: RAGAZZI E FAMIGLIE
INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA
Quinta parte: UN AIUTO DALLA GENTE
INTERVISTA A PADRE RENATO CHIERA
Sesta parte: IL TURISMO DEL FUTURO