BRASILE RESPONSABILE 3.
TURISMO RESPONSABILE IN BRASILE
terza parte
OLINDA: OSPITALITA’ SENZA FRONTIERE
Sorvoliamo quello che in Brasile chiamano il NORDESTE, ovvero una delle cinque grandi regioni amministrative che compongono il Paese.
E’ formato da nove stati che si allineano lungo 3.500 km di coste,
da quelle di Bahia su fino al Maranhao, passando per il Pernambuco, lo Stato che visiteremo e la cui capitale, Recife, con i suoi 3milioni e mezzo di abitanti, oramai ci sta aspettando.
Primo porto mercantile dell’intera regione, la città da qualche anno sta registrando uno sviluppo accelerato. Il risultato: palazzi moderni e nuovi edifici che si stagliano verso il cielo oscurando in parte i bei quartieri costruiti verso la fine dell’Ottocento e le bidonville che invece continuano a crescere a dismisura sulle paludi
lungo il corso del Rio Capibaribe.
Ad accompagnarci nella nostra visita sarò Carmelo Fioraso, che incontriamo nella vicina OLINDA, l’antica capitale del Pernambuco,
distante appena 6 km dal centro di Recife.
OLINDA: PATRIMONIO DELL'UMANITA'
Salutato Neno, presso cui anche noi alloggeremo nei prossimi giorni,
partiamo subito alla scoperta di OLINDA, un piccolo gioiello di architettura coloniale, ben conservatosi nel corso dei secoli ed inserito dall’UNESCO nella lista dei luoghi Patrimonio naturale e culturale dell’Umanità.
Percorrendo le sue ripide stradine, costeggiate da case eleganti dalle allegre facciate colorate, e le sue innumerevoli piazze, scandite da un’esuberanza di chiese barocche piene di infinite ricchezze è possibile ripercorrere l’intera storia della città le cui vicende sono da sempre saldamente intrecciate a quella della vicina Recife che si scorge sullo sfondo.
Fondata nel 1537, Olinda conobbe subito un importante sviluppo svolgendo un ruolo strategico ed economico di primaria importanza per il Pernambuco. Sul potere economico si innestò il potere religioso e la cittadina si riempì di conventi e chiese erette dai diversi ordini alla fine del XVI secolo.
Ma quando in città giunsero i signori dello zucchero si insediarono sulle dolci colline che dominano il mare e cominciarono a sviluppare il porto di Recife. Fu così che nel 1825 Olinda dovette abdicare,
perdendo il titolo di capitale dello stato, a tutto vantaggio dell’emergente rivale. Seguì un lungo periodo di declino, torpore e sonnolenza, da cui solo negli ultimi anni la città delle sette colline sembra risvegliarsi.
Oggi il centro storico di Olinda ha assunto un’aria un po’ artificiale, e molti dei suoi edifici si sono trasformati in altrettanti atelier e gallerie d’arte, in cui hanno trovato rifugio artisti importanti e personaggi eccentrici. Come Sergio Villanova che ci invita ad entrare nella sua casa-laboratorio, dove le pareti sono ricoperte da quadri coloratissimi raffiguranti animali di ogni specie. E’ la sua interpretazione del Carnevale di Olinda, uno dei più originali ed autentici di tutto il Brasile.
Ma il Carnevale di Olinda ha anche il volto dolce e sorridente
delle piccole danzatrici di Frevo, il ballo che qui sostituisce il Samba di Rio – ci dicono - e in cui l’ombrellino colorato fa parte del costume.
ARTE E ARCHITETTURA
Dall’altra parte della strada, affacciata al balcone, ci attende Iza do Amparo, una delle pittrici più celebri e famose non solo di Olinda.
Uno dei soggetti dominanti dei suoi quadri sono i pesci, stilizzati e coloratissimi, che – ci confessa – alla gente piacciono perché portano allegria, li considerano un miracolo del Signore.
Nella sua splendida casa atelier trovano spazio non soltanto le sue richiestissime creazioni, ma anche quelle dei suoi figli, Paolo e Catarina, e quelle delle giovani ragazze che frequentano i corsi di pittura presso Casa Menina Mulher a Recife, che noi visiteremo nei prossimi giorni e di cui proprio lei è stata una delle insegnanti e fondatrici.
'L’arte – ci racconta – per queste ragazze è importante dal punto di vista emozionale e psicologico oltre che professionale, in quanto da loro la possibilità di esprimersi, di superare la monotonia e l’apatia che le circonda,di uscire dalla triste realtà in cui spesso sono costrette a vivere, e, non ultimo, di guadagnare qualcosa rendendosi autonome'.
Visitare Olinda non è facile perché ogni angolo offre uno spunto di interesse, ogni incontro un occasione di imparare qualcosa.
La città vecchia ha saputo conservare un’atmosfera autentica ed un modo di vivere originale, il cui fascino non può lasciare indifferenti. A partire dalle chiese, una ventina, di cui ci limiteremo a visitare le più curiose.
La prima è quella dedicata a NOSTRA SENORA DO ROSARIO DOS HOMENS PRETOS che venne costruita dagli schiavi costretti a lavorare nelle vicine piantagioni di canna da zucchero.
Artisticamente più importante è invece il CONVENTO DI SAO FRANCISCO
con l’annessa Igreja de NOSSA SENHORA DAS NEVES. Fondato nel 1577 fu questo il primo convento francescano del Brasile. All’interno della chiesa, che è del 1588, è visibile uno splendido altare, finemente realizzato in uno stile molto sobrio, mentre nella sacrestia considerata una delle più belle del Brasile, si possono ancora ammirare gli originali azulejos.
Delle altre ci limitiamo soltanto ad ammirare le imponenti facciate
che stranamente sono rivolte tutte verso l’Alto da Sé, su cui sorge l’omonima chiesa, attuale Cattedrale di Olinda, dal cui sagrato si può abbracciare uno dei più bei panorami sulla città e i dintorni
ed è anche il posto migliore per farsi scattare una foto.
Praca da Sé è presidiata da numerosi chioschi e banchetti
in cui all’ora di pranzo è possibile consumare uno spuntino veloce
a base di tapioca o di spiedini, o acquistare qualche souvenir,
ma che in realtà si animano solo nel tardo pomeriggio.
Nell’attesa ci dirigiamo verso l’imponente Faro che sorge su una collina da cui si domina un ampio tratto di costa. Alto 42 metri e mezzo, venne inaugurato il 7 settembre 1941, e, a chi non soffre di vertigini, offre la possibilità di godere dalla sommità, di una vista mozza fiato.
Il nostro amico Leonardo ci invita a visitare la sede dell’AGT,
l’agenzia delle guide turistiche di Olinda. All’interno oltre alle numerose foto che lo ritraggono insieme ai suoi compagni, troviamo un’intera classe di bambini.
'Si tratta - ci spiega l’insegnante - di un progetto di sostegno scolastico per i bambini provenienti dalla vicina comunità carente,
inaugurato nel 1999 e finanziato in gran parte dall’Associazione delle guide turistiche locali. E’ una sorta di doposcuola che offre ai più piccoli assistenza e corsi gratuiti ma soprattutto un luogo sicuro e tranquillo in cui giocare, lontano dalla strada e dalle sue mille insidie'.
Salutiamo bambini ed insegnante per continuare affascinati la nostra visita di Olinda.
MAMULENGOS E CABESONES
MERCADO DE RIBEIRA era l’antico mercato cittadino, dove una volta venivano venduti gli schiavi, mentre oggi ospita una serie di negozietti che espongono simpatici prodotti di artigianato locale.
La sala di esposizioni temporanee che sorge in fondo al cortile
attualmente ospita il MUSEU DO MAMULENGO, ovvero il Museo dei BURATTINI.
Le figure esposte sono opera di alcuni dei migliori maestri brasiliani, e rappresentano solo una piccola parte dell’intera collezione che conta più di 1000 pezzi. I personaggi raffigurati sono i protagonisti delle tipiche storie che i burattinai portano in giro nei loro spettacoli di piazza e che molto spesso si basano o su vicende quotidiane o su epici e romantici racconti tratti dalla tradizione orale o dalla literatura de Cordel.
E la prova di quanto siano ancora vivi ed apprezzati in Brasile gli spettacoli con i Burattini, ce l’abbiamo subito dopo in Praca da Sé,
dove decine di bambini a bocca aperta assistono con le loro mamme
alla coinvolgente rappresentazione di un abile burattinaio
dalle mani sapienti.
I protagonisti del Carnevale di Olinda invece sono “Los Cabesones”, ovvero enormi fantocci di cartapesta, che vengono però utilizzati anche durante le colorite campagne elettorali locali;
delle vere e proprie kermesse quotidiane che si svolgono in un clima di delirio totale con cortei di supporters o pseudo tali che sfilano imbandierati al seguito dei famigerati “trios electricos”, autoveicoli trasformati in discoteche ambulanti da cui l’inno del candidato viene diffuso senza alcun risparmio sui decibel.
UNA FESTA OGNI SERA
L’appuntamento per tutti è, ancora una volta, all’ALTO DA SE’.
Si è fatto buio e la piazza come ci avevano assicurato è super affollata. Nei fine settimana OLINDA è tutta qui: per guardare e farsi vedere. Dietro le bancarelle le signore fanno affari d’oro cucinando a ritmi serrati, frittelle e spiedini, quesinhos e tapioca, una specie di crepes dolce o salata, che a noi piace farcita con cocco e formaggio.
Non può mancare l’esibizione gratuita di un gruppo di giovani percussionisti che sprigionano un’energia coinvolgente e ci fanno capire una volta di più quanto la musica ed il ritmo rappresentino una parte essenziale della cultura e della vita di questo popolo.
Musica che riecheggia anche dalla vicina balera dove il numero di coloro che suonano è maggiore di quelli venuti per ballare.
E musica che si rincorre anche per le vie lastricate di Olinda
dove ogni scusa è buona per fare festa o organizzare una sfilata.
In questo caso i due cuori non devono trarre in inganno: non si tratta di innamorati ma di una originale campagna per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di un controllo preventivo della pressione arteriosa. E la pressione qui è sempre a rischio!
Quando torniamo a casa è tardi, ma Neno ci ha preparato una festa a sorpresa. Si è fatto la barba, ha comprato qualche decina di spiedini da cucinare su una griglia improvvisata, ha invitato un po’ di amici ed amiche, i volontari del VOSEF, le altre famiglie coinvolte nel progetto di turismo comunitario, un gruppo musicale affiatato, ed ha trasformato il garage di casa sua, in un’autentica sala da ballo dove grazie al clima autentico di amicizia ed ospitalità alla fine tutti si lasciano trascinare dai ritmi coinvolgenti del frevo e del pagodi ed il divertimento esplode senza confini. (fine 3^ parte) (SDF)