ARGENTINA MERAVIGLIOSA 3. parte

LA PENISOLA VALDES: IL PARADISO DEGLI ANIMALI
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Pennellate di fucsia dipingono il cielo. Le acque del Golfo Nuevo si tingono viola. Il pontile di Puerto Madryn sembra sospeso nella luce. E’ l’alba e davanti a PLAYA EL DORADILLO è iniziato lo spettacolo. Prima un soffio. Poi una pinna. Un’altra pinna e infine la coda… Stiamo assistendo ad una lezione di nuoto.
Ogni mattina infatti, con l’alta marea, un gruppo di balene australi madri con i rispettivi cuccioli, si spingono sin qui, a pochi metri dalla riva, per insegnar loro a nuotare. E’ una scena tenerissima ed emozionante, vedere questi enormi pachidermi, lunghi fino a 13 metri ed il cui peso può raggiungere le 30/40 tonnellate, muoversi lentamente per trasmettere le prime nozioni di vita ai loro piccoli che, appena nati, misurano già 5 metri e mezzo.
Qui generalmente le acque sono molto calme, con un'insolita profondità vicino alla costa, per cui le balene si avvicinano tranquillamente alla spiaggia consentendo a chiunque di ammirare le loro evoluzioni da una distanza di 20, trenta metri al massimo.
Le contempliamo in rigoroso silenzio per non rompere l’incantesimo, per gustarci fino in fondo la magia del momento.

L'ISTMO CARLOS AMEGHINO
Solo uno strettissimo lembo di terra separa le acque del Golfo Nuevo, a sud, da quelle del Golfo San Josè, a nord: il suo nome è ISTMO CARLOS AMEGHINO ed è il punto di accesso per raggiungere la PENINSULA VALDES, una delle più belle riserve faunistiche dell’America meridionale, dichiarata nel 1999 dall’UNESCO: Patrimonio dell’Umanità.
Ci troviamo nella Provincia di CHUBUT nella regione costiera della Patagonia Argentina, caratterizzata da uno spazio infinito che si estende nel nulla.
Il Centro de Interpretacion è un punto di sosta obbligato per chi vuole conoscere qualcosa di più sulla storia naturale della riserva.

IN GIRO PER LA PENISOLA
Le attrazioni vere però sono fuori, all’aperto. Su una superficie totale di 3600 kmq, ed oltre 400 km di linea costiera infatti, vivono costantemente leoni marini, elefanti marini, guanachi, nandù. Mentre da giugno a dicembre questo diventa il luogo migliore in assoluto per vedere da vicino gli esemplari di balena franca australe che giungono in queste acque tiepide e riparate per accoppiarsi e riprodursi.

A STRETTO CONTATTO CON LE BALENE
Raggiunto la splendida spiaggia di Punta Ballena a PUERTO PIRAMIDES, ci imbarchiamo anche noi insieme ad un altro gruppo di turisti su un gommone ZODIAC, per un’escursione di un’ora che, ci assicurano, ci porterà a strettissimo contatto con alcune di queste regine degli oceani.
Ci siamo. Un paio di cetacei giganti si è messo a nuotare sotto la nostra fragile imbarcazione. La Eubalaena australis o balena australe, ci spiega la nostra guida, è di colore nero, con macchie bianche distribuite in modo casuale; il loro corpo è grasso e liscio, senza alcuna traccia di pinna sul dorso, mentre la testa è caratterizzata da appariscenti callosità (escrescenze di pelle dura) che formano disegni diversi in ogni individuo, e permettono pertanto la loro identificazione.

A RISCHIO ESTINZIONE
Ogni volta che si affiancano al nostro gommone ci rendiamo conto della loro maestosità.La lunghezza complessiva del corpo, è compresa fra i 14 e i 18 metri, per un peso medio di 54 tonnellate. E non tutti sanno – aggiunge la nostra guida - che la balena australe è riconosciuta come il mammifero con i genitali più grossi in assoluto. Il peso di un solo testicolo infatti può raggiungere i mille chili.
Estremamente lenta e docile, la Balena franca Australe fu tradizionalmente una delle specie di cetaceo preferite dai cacciatori, soprattutto per le grandi quantità di olio che si possono ottenere da un esemplare e per la caratteristica di rimanere a galla non appena uccisa. Tant’è che dei 300.000 esemplari esistenti nel XVII secolo, ne sono rimasti all’incirca solo 3 o 4 mila, concentrati nell’emisfero meridionale, nonostante dal 1935 sia oramai considerata una specie protetta. Un motivo in più per venire sin qui ad ammirarli e proteggerli dal rischio estinzione.

PUNTA CANTOR E CALETA VALDES
E’ ora di riprendere l’auto. Ci spingiamo verso l’estremità orientale della Penisola Valdes, fino a raggiungere Punta Cantor e Caleta Valdes, un’insenatura formata da una striscia di terra che corre parallela alla costa per circa 32 km, dando origine ad uno specchio d’acqua in cui il mare scorre liberamente al ritmo delle maree. Purtroppo in questa stagione ad aspettarci c’è solo un piccolo gruppo di elefanti marini che sverna pigramente sdraiato sulla spiaggia, mentre da settembre a marzo qui si possono osservare centinaia di pinguini, otarie, orche e delfini.

LE OTARIE D PUNTA LOMA
Altra specie di animale stanziale presente in questa regione è l’OTARIA FLAVESCENS, o leone marino sudamericano, che vive in colonia all’interno della vicina RESERVA FAUNISTICA PUNTA LOMA, 17 km a sud di Puerto Madryn. Dal ciglio di una scogliera, alta una quindicina di metri, durante la bassa marea si possono osservare decine di questi esemplari mentre conducono la loro vita apparentemente oziosa sdraiati sulla sottostante spiaggia di ciottoli e ghiaia.
I maschi hanno una testa molto grande ricoperta da una criniera ben sviluppata che rende questa specie la più leonina tra le otarie. I piccoli nascono neri o marroni scuri, ma successivamente, dopo la muta, divengono color cioccolata. I maschi adulti possono raggiungere i 2,6 m di lunghezza e pesare fino a 300 kg. Le femmine, invece, raggiungono solamente gli 1,8-2 m di lunghezza e pesano circa la metà dei maschi, intorno ai 150 kg.
Ogni gruppo riproduttivo è composto da un numero di femmine fino a 18 esemplari e da uno o più maschi, che difendono i propri confini bramendo, ruggendo ed emettendo altre vocalizzazioni. Durante la stagione riproduttiva, questi gruppi subiscono l'attacco da parte di bande di maschi subadulti che tentano di accoppiarsi con le femmine.
Dopo aver partorito, le madri intervallano periodi in cui si nutrono in mare ad altri trascorsi sulla spiaggia ad allattare. I piccoli entrano in acqua per la prima volta a 4 settimane, ma non sono svezzati fino a 12 mesi, cioè fino a quando la madre non partorisce un nuovo piccolo.
I PESCATORI DI PUERTO MADRYN
Poco prima del tramonto i pescatori di Puerto Madryn si ritrovano sull’infinito molo Piedrabuena o lungo la spiaggia dorata che con la bassa marea sembra proiettarti in un’altra dimensione, sospesa, quasi onirica. (Fine 3. parte SDF)
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