NICARAGUA: TERRA DI LAGHI E VULCANI

Terra di laghi e di vulcani, è questa l’immagine turistica del Nicaragua, il più vasto paese dell' America Centrale. In effetti, il suo vasto territorio, che si estende su ben 130mila kmq, è caratterizzato da numerosi vulcani, attorno ai quali sono stati creati dei bellissimi parchi nazionali, e da immensi laghi, primo dei quali il Cocibolca, il cosiddetto Mar Dulce, la cui estensione è pari a quella dell’Umbria.
Non essendo fortunatamente ancora divenuta una destinazione del turismo di massa, il Nicaragua offre al visitatore curioso luoghi naturali stupendi immersi nella rigogliosa vegetazione tropicale che meritano sicuramente di essere conosciuti. Purtroppo, nel pensiero comune, troppo spesso il Paese viene ancora associato al periodo caotico della rivoluzione sandinista che caratterizzò gli anni ’80, portando disordine e guerriglia, mentre, al contrario, lasciata oramai definitivamente alle spalle quella fase il Nicaragua é divenuto uno dei paesi più tranquilli e sicuri di tutta l’area Centro Americana.

GRANADA:L'ANTICA CAPITALE
La prima città che visitiamo è GRANADA, una delle più importanti del Paese e certamente la più sviluppata dal punto di vista turistico. Già capitale del Nicaragua, per secoli è stata chiamata 'La Gran Sultana' per le sue bellezze architettoniche risalenti all’epoca coloniale.
Al centro della città, come in molte altre città dell'America Latina, si trova il Parque Central, l’epicentro della comunità granadina, il punto di ritrovo dove i residenti socializzano a tutte le ore del giorno. Sull’elegante piazza si affaccia l’imponente Cattedrale dallo stile eclettico, con il suo portale classico, le sue bianche colonne, e la cupola rinascimentale.
Sugli altri lati si trovano il municipio, alcune banche e tutti gli edifici più importanti della città. Fondata nel 1524 dal conquistatore spgnolo Francisco Hernandez de Cordoba, la città ha ricevuto recentemente nutriti finanziamenti dall’Unesco grazie ai quali è stato possibile procedere ad un restauro generale che l’ha riportata agli antichi splendori.

VISITANDO LA GRAN SULTANA
Uno dei modi migliori per visitare Granada è sicuramente quello di percorrere a piedi, o a bordo di una delle tante carrozze trainate dai cavalli che stazionano lungo il perimetro della Piazza, il reticolato di calles ed avenidas che si dipartono in ogni direzione dal Parque Central, e su cui si affacciano un numero impressionante di botteghe, bar, ristoranti, per tutti i gusti e le tasche. Guardando all’interno delle tipiche case coloniali è ancora possibile ammirare i classici patii ornati da sobrie fontane e lussureggianti piante tropicali.
Che le carrozze qui abbiano un ruolo ancora importante lo capiamo quando ci fermiamo, per un attimo, per lasciare passare un composto corteo funebre che sembra uscito da una foto d’altri tempi.
Giunti davanti alla Chiesa de la Merced, iniziata nel 1781 e semi distrutta nel 1854, vale la pena salire i gradini che conducono in cima al campanile da cui si gode il panorama più bello di tutta la città e dei suoi dintorni.
Seguendo gli studenti di una scolaresca in gita giungiamo davanti ad un’altra chiesa importante quella dedicata a San Francesco, risalente all’anno 1529. L’armonioso chiostro, dell’annesso convento, ospita nelle sue sale alcuni reperti importanti della storia e dell’arte della città di Granada, che raccontano della vita degli indios e della sanguinosa conquista da parte degli spagnoli, tra cui spicca il “salone delle statue” che conserva le splendide statue zoomorfe trovate sull'isola di Zapatera, che furono scolpite dalle popolazioni pre-colombiane, i “guerrieri choronga”, prima dell’arrivo degli Europei.
Un altro museo, è stato ricavato all’interno della stazione ferroviaria della città da cui i treni purtroppo non partono più.

I SIGARI DEL GOVERNATORE
Giunti davanti all’insegna “Doña Elba Cigar” decidiamo di entrare per visitare una delle più rinomate fabbriche di sigari del Paese, in cu isi producono i famosi sigari MOMBACHO, dal nome del vicino vulcano.
Assistiamo curiosi alla meticolosa preparazione dei singoli pezzi mentre uno degli addetti ci spiega che, da un paio di anni, anche il famoso attore, nonchè governatore della California, Arnold Schwarzenegger si è innamorato di questi sigari e non manca occasione per ordinarne alcune confezioni di taglia “magnum”
La via principale di Granada è “Calle La Calzada” che inzia al lato della Cattedrale e si spinge in un susseguirsi di negozi, bar ed alberghi per turisti, in gran parte gestiti da stranieri, fino le rive del Lago Cocibolca.

IL LAGO COCIBOLCA: IL MAR DULCE
Conosciuto anche come Gran Lago Nicaragua, il Cocibolca è il lago più esteso del Centro America, ed uno dei maggiori al mondo. A bordo di una piccola imbarcazione andiamo alla scoperta de “LAS ISLETAS” un arcipelago formato da 365 isolette di origine vulcanica, situate tre chilometri al largo, proprio di fronte la città di Granada.
Estremamente rigogliose e ricche di fauna e di flora, alcune di queste isole sono abitate da famiglie di pescatori, su altre hanno costruito piccoli alberghi o seconde case, altre infine sono in vendita, ma la maggior parte sono ancora selvagge colonizzate solo da piante di mango ed uccelli acquatici.
Sull’isola di San Pablo possiamo ancora ammirare i resti di una fortificazione che risale al XIX secolo; mentre poco più avanti sorge un isolotto eletto a loro paradiso tropicale da due colonie di scimmie che, non appena sentono il rumore delle lance dei turisti, si precipitano a riva per arpionare banane e biscotti.
Dagli alberi delle isole limitrofe pendono come noci di cocco i grandi nidi in fibra vegetale creati dalle femmine degli oropendula bellissimi uccelli neri e gialli che appartengono all’ordine dei Passeriformi.
Il Cocibolca la cui profondità oscilla tra i 20 e i 60 metri, ha da sempre costituito una importante via di comunicazione tra l’Oceano Pacifico a ovest, distante appena 18 km, e l’Atlantico a est, a cui è collegato grazie al fiume San Juan. Per questo varie volte è stata presa in considerzione l'opportunità di collegare i 2 oceani attraverso il Nicaragua: prima in alternativa, poi in aggiunta, al canale di Panama.

LA RESERVA NATURAL VOLCAN MOMBACHO
Sempre da Granada un’altra rapida escursione ci porta a visitare la Reserva Natural Volcan Mombacho. Giunti all’entarta del Parco dobbiamo salire su dei camion appositamente attrezzati per raggiungere attraverso una strada impervia e scivolosa i 1400 metri di quota.
Il Vulcano Mombacho, spento oramai da molto tempo, è completamente ricoperto da una folta e lussureggiante vegetazione che forma un particolare ecosistema dove vivono 750 specie diverse di flora, 174 specie di uccelli, 30 specie di rettili o anfibi e 50 specie di mammiferi.
Sulla vetta sorge anche un laboratorio scientifico e un piccolo museo da cui è possibile - come ci spiega l'amico BOSCO, la nostra guida - effettuare differenti trekking sui sentieri attrezzati che costeggiano il principale cratere estinto.
Imbocchiamo il Sentiero El Puma che offre ai visitatori l’opportunità di camminare attraverso l'unica selva tropicale umida del Pacifico Nicaraguense per conoscere da vicino le specie di flora e di fauna locali. Lungo il suggestivo sentiero si trovano diversi 'mirador' da cui nelle giornate meno uggiose si possono godere di bellissimi panorami, che noi però ci limitiamo ad immaginare avvolti come siamo da una incessante nebbiolina.
A ciò si aggiungono i gas solforosi emessa dalle diverse “fumarole” attive che si incontrano luno il sentiero principale e che danno a tutto l’ambiente un fascino misterioso e avvolgente.
Scendendo lungo le fertili pendici del vulcano, a metà costa ci riposiamo un attimo nei pressi della Finca Las Flores, un’azienda dove si produce un’ottimo caffè di montagna, che in questa stagione è ancora verde ma che fra un paio di mesi, a fine novembre, sarà pronto per essere raccolto e tostato.
Quando rientramo a Granada è già sera. Con le luci calde e soffuse dei lampioni la città sembra ancora più bella. Noi siamo attesi al Castillo, l’antica fortezza spagnola oggi utilizzata come sede per spettacoli, concerti ed eventi. L'Istituto Nicaraguense de Turismo infatti ha organizzato una splendida festa per l’inaugurazione della quinta edizione del CATM, il Centroamerica Travel Market, la fiera-mercato del turismo che si tiene ogni anno a rotazione in uno dei sette Paesi che formano la regione Centroamericana. E quest’anno il ruolo di ospite spetta proprio al Nicaragua che ha voluto fare le cose alla grande.

I PUEBLOS BLANCOS
La mattina successiva partiamo abbastanza presto per raggiungere CATARINA, un piccolo e caratteristico villaggio i cui abitanti si dedicano prevalentemente all'artigianato, all'allevamento dei cavalli e al vivaismo. I negozi di piante ornamentali sono ovunque e anche i chioschi che vendono frutta non mancano.
Quando arriva il camion delle banane ad alcuni di noi viene chiesto di dare una mano a scaricare. Ne approfittiamo per sgusciare nel retrobottega dove i figli della proprietaria ci mostrano i loro campioni: due galli alquanto nervosetti pronti per combattere. E’ questo, ci spiegano, un passatempo piuttosto comune per chi abita in campagna, e spesso ci si incontra per vedere chi ha il gallo più forte, per scommetterci sù qualche soldo e per fare una bevuta in compagnia.
Sul punto più alto del villaggio, a 520 metri sul livello del mare, è situato il Mirador Catarina dal quale si può ammirare lo splendido panorama che abbraccia la Laguna di Apoyo, il vulcano Mombacho e, giù in fondo, permette di vedere anche la città di Granada ed il riflesso delle acque del Lago Cocibolca.
L’accompagnamento con la musica dal vivo è assicurata da piccoli complessini che allietano l’atmosfera con i tipici brani del folklore locale in cui la marimba la fa da padrona.

LA CERAMICA DI SAN JUAN DE ORIENTE
Come Catarina, anche il vicino San Juan de Oriente fa parte dei cosiddetti “PUEBLOS BLANCOS”, piccoli villaggi ognuno dei quali sfoggia il suo artigianato ed il suo folklore tipici. A San Juan, che si sviluppa pigramente lungo l’unica strada principale che lo attraversa da un capo all’altro, la maggiore occupazione è data dalla lavorazione e la vendita della ceramica.
Entriamo in un laboratorio famigliare per assistere dal vivo alla creazione di un prodotto caratteristico di quest’area: una palla perfettamente sferica che dopo essere stata essiccata verrà decorata con colori e disegni vivaci.
Il tutto per essere venduto in uno dei tanti negozietti del Pueblo oppure in qualche galleria della capitale, Managua.

POPOGATEPE: LA MONTAGNA CHE ARDE
Primo di scendere in città vogliamo salire su un altro vulcano poco distante da qui: il Vulcano Masaya. Conosciuto anche come POPOGATEPE, “la Montagna che arde”, è uno dei vulcani attivi del Nicaragua, ed è composto da due crateri, di cui solo uno in realtà, il Santiago, è attivo ed emette visibilmente gas.
Nel 1979 fu dichiarato, primo in Nicaragua, Parco Nazionale e si sviluppa su un'area di 54 Kmq con più di 20 Km di sentieri e cammini pittoreschi.
Nel periodo pre-colombiano, il Vulcano Masaya era oggetto di venerazione da parte degli indigeni che credevano che le eruzioni fossero i segnali della furia generata dagli Dei, e per tranquillizzarli offrivano in sacrificio donzelle e bimbi piccoli.
Durante la successiva epoca della conquista gli Spagnoli ribattezzarono il vulcano attivo come 'la bocca dell'inferno ed in seguito collocarono sui bordi del cratere la CROCE DI BOBADILLA (in onore di Padre Francisco Bobadilla) per scongiurare il demonio.
LE BALLERINE DI MANAGUA
Dopo la distruzione causata dal terremoto del 1972, Managua, la capitale del Paese, è per i turisti una città senza molto interesse. Si salva Plaza de la República, su cui si affaccia la diroccata Cattedrale vecchia, la Casa de los Pueblos ed il Palacio Nacional de Cultura, ancora coperti dai manifesti elettorali delle recentissime elezioni politiche.
All’interno di quest'ultimo abbiamo la fortuna di incontrare un gruppo di giovanissimi ballerini e ballerine intenti a vestirsi e a truccarsi per lo spettacolo che li vedrà protagonisti tra poco. La loro esibizione ha come palcoscenico la scalinata del Palazza della Cultura. Sono giovani, bambini. Si muovono, ballano, sorridono, si divertono e sognano.
Sognano di potersi esibire un giorno nel vicino Teatro Nazionale intitolato a Ruben Dario, il maggior poeta nicaraguense. Sognano di trovarsi ancora una volta al centro della scena, coi loro colori, i loro sorrisi, la loro voglia di vivere. (Fine, SDF)
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