IN CROCIERA SUL RODANO

IL RODANO: NEL CUORE DELLA FRANCIA
Il paesaggio scorre lentamente davanti ai nostri occhi mentre scivoliamo dolcemente sulle acque del Rodano. Siamo a bordo della “CEZANNE”, una lussuosa nave, categoria 5 stelle, della compagnia PETER DEILMANN CRUISES, specializzata da sempre in crociere fluviali, lungo i più importanti fiumi d’Europa.
Si tratta di un modo di viaggiare e visitare il vecchio continente che sta conquistando un numero sempre maggiore di turisti, attratti dalla comodità, dalla sicurezza, dal fascino e dal servizio che questo tipo di offerta è in grado di garantire. Noi in questo caso l’abbiamo scelto per attraversare alcune delle regioni più belle ed interessanti della Francia, dalla Provenza alla Camargue, ed ammirare altresì le numerose città che lungo questo fiume sono sorte e si sono sviluppate.

DA LIONE AD AIGUES MORTES
Lasciata all’alba Lione, dove ci eravamo imbarcati, abbiamo iniziato a goderci questa nostra navigazione che ci condurrà, nel corso di una settimana, fino ad Aigues Mortes nei pressi della foce del Rodano.
Come tutte le crociere anche questa ha dei riti che vanno doverosamente rispettati: primo fra tutti l’incontro, nel salone principale, col comandante della nave e gli altri membri dell’equipaggio. E’ un momento ufficiale, utile anche per presentarsi e conoscere gli altri passeggeri, e che termina solitamente con un brindisi ben augurante accompagnato dalle romantiche note di un pianoforte.
Il nostro comandante è il Capitano WILLY DANCOING e - ci racconta – sono oramai 5 anni che naviga lungo il corso del Rodano, di cui gli ultimi due proprio a bordo della Cezanne. Il periodo migliore per una crociera – ci dice – va’ da maggio a ottobre, quando il paesaggio è una tavolozza di colori e le giornate sono calde e lunghe, mentre in questo aprile la natura non si è ancora risvegliata del tutto e le condizioni atmosferiche non sono stabili.
Per quanto riguarda invece il traffico commerciale lungo il fiume, negli ultimi dieci anni è notevolmente aumentato e le previsioni per il futuro confermano questa tendenza, tant’è che le numerose chiuse che bisogna attraversare per scendere o risalire il Rodano verranno raddoppiate per ridurre drasticamente i tempi di attesa.
Si tratta di opere imponenti in cui la nave si infila in religioso silenzio, guidata dalle mani esperte dell’ufficiale in seconda, che calcola al millimetro lo spazio da lasciare lungo le fiancate.
Siamo ammirati da tanta precisione e non perdiamo l’occasione per scattare qualche fotografia, anche se sappiamo già che l’operazione si ripeterà ancora per una ventina di volte.

TOURNON SUR RHONE
Ripresa la navigazione normale la nave punta velocemente verso sud. Ad attenderci è il villaggio di TOURNON SUR RHONE il primo in cui attraccheremo. Anche questa manovra richiede calma e precisione e si svolge sotto gli occhi curiosi ed attenti di passeggeri e paesani.
Una volta a terra partiamo alla scoperta di questo antico borgo, entrando dalla Porte de Mauves, l’ultima ancora esistente. La via principale si chiama Grand Rue, e attraversa tutto il paese per terminare davanti all’Hotel du Marquis de la Tourette, che oggi ospita la biblioteca municipale e l’ufficio del turismo. Si affaccia su Piazza St. Julien che deve il suo nome all’elegante Collegiale risalente agli inizi del XIV secolo. Al 1536 invece risale la fondazione del locale Liceo, il primo dell’intera provincia, voluto dal Cardinale Gabriel Faure.
Su tutto però domina la mole del Castello di Tournon, edficato su una rocca alta una trentina di metri. Vi si accede attraverso uno splendido portale ligneo risalente al XVI secolo. All’interno le Sale del maniero sono state trasformate in uno spazio museale dove viene ripercorsa in parte la storia e la vita della famiglia “Tournon”, ma dove trovano spazio anche alcune interessanti immagini relative alla navigazione sul fiume nei tempi antichi.
Lo spettacolo più suggestivo però è quello che si ammira dalla terrazza del castello. Sotto di noi il paese, la chiesa, e tutto ciò che transita lungo il fiume.
Di là, sull’altra sponda, è il villaggio di TAIN l’HERMITAGE, collegato a Tournon dal primo ponte sospeso del mondo realizzato con cavi di filo di ferro, e progettato nel 1824 da Marc SEGUIN.
Non c’è molto altro da vedere ed il tempo a nostra disposizione è terminato. Dal ponte della nave assaporiamo il momento del distacco e ci prepariamo con calma a riprendere i ritmi di bordo, mentre lungo il fiume la vita scorre via veloce.

LE GROTTE DELL'ARDECHE
Nella Sala Grande della Cezanne vengono proiettate alcune diapositive, che introducono gli ospiti a quella che sarà l’escursione dell’indomani, in cui è prevista la visita alle famose Gole dell’Ardeche, un impetuoso affluente del Rodano che nasce nel massiccio del Mazan e che, nel corso dei millenni, ha scavato lungo il suo percorso, una serie incredibile di canyon profondissimi.
Tra le sue creazioni, una delle più fotografate è senz’altro il Ponte del Diavolo, un arco naturale in pietra, alto 34 metri e lungo 59. Ma sono soprattutto le numerose grotte presenti nella regione ad attirare i visitatori che rimangono impressionati davanti all’incredibile intreccio di stalattiti e stalagmiti che arredano queste immense cavità.
Un altro giorno sta oramai per terminare quando scorgiamo al di là delle cime degli alberi il profilo frastagliato della città di AVIGNONE, dove stasera attraccheremo ma che visiteremo con calma domani mattina.

AVIGNONE
Oggi grande centro storico ed artistico con il suo Festival del teatro, Avignone gode di una notorietà internazionale e di una fama che affondano le loro radici nel XIV secolo quando ben sette Papi la elessero come loro residenza ufficiale, le conferirono lo statuto molto privilegiato di città papale, e contribuirono con le loro opere ad accrescerne la bellezza e lo splendore.
Ed è proprio il Palazzo dei Papi, l’immensa fortezza che sorge nel pieno centro di Avignone, uno degli esemplari più belli dell'architettura gotica del XIV secolo, a richiamare ogni anno oltre mezzo milione di visitatori. Si deve a Benedetto XII la costruzione del “Palazzo Vecchio', l’austera cittadella che conserva in sé un'impronta quasi monacale.
Mentre il suo successore Clemente VI costruì un vero e proprio palazzo dalle proporzioni grandiose e dalle decorazioni sontuose, chiamato perciò “Palazzo Nuovo”.
Dopo aver ospitato i papi, il Palazzo servì da residenza per i legati e vice legati italiani fino alla Rivoluzione, in seguito alla quale la stessa Avignone venne annessa alla Francia.
La città papale è circondata per 5 chilometri da imponenti bastioni, splendidamente conservati, ed eretti per proteggerla dai nemici e dalle impetuose piene del Rodano che scorre ai piedi della collina.
Fu proprio la forza del fiume a spazzare via gran parte degli archi su cui poggiava il Ponte Saint-Bénézet, reso celebre da una famosa canzone.
Eravamo agli inizi del XVII secolo ed il ponte, lungo 850 metri attraversava i due bracci del Rodano e l'isola della Barthelasse, per collegare tra loro Avignone a Villeneuve-Lez-Avignon.
La parte crollata e travolta dalle acque non venne più ricostruita ed oggi ciò che resta del ponte è diventato uno dei simboli della città.
Avignone ha anche il pregio ed il privilegio di trovarsi al centro di una regione caratterizzata da un paesaggio collinare dolce e sinuoso che merita di essere esplorato con più calma.

Châteauneuf-du-Pape
E’ quello che deve aver pensato anche Papa Giovanni XXII che elesse come luogo di residenza estiva, il poco distante villaggio di Châteauneuf-du-Pape, su cui troneggiano ancora i resti del quattrocentesco palazzo che lo videro ospite.
Tutto intorno è un susseguirsi di vigne e vigneti, da cui si ricava il famoso vino Châteauneuf-du-Pape, uno dei rossi più conosciuti di Francia, che si può degustare ed acquistare nelle numerose cantine dove i turisti oramai sono di casa.
Come ci spiega il proprietario di una di esse, una parte del segreto di questo vino sta nelle grosse pietre che ricoprono il terreno e che durante la notte rilasciano alla pianta il calore che hanno assorbito durante il giorno.
Un improvviso temporale ci accoglie ai piedi dell’Arco posto all’entrata della vicina cittadina di Orange. Risalente al primo secolo dopo Cristo, e dedicato alla gloria dei veterani della legione gallica, fondatori della colonia romana di Orange, è stato inserito dall’UNESCO tra i monumenti storici patrimonio mondiale dell’umanità.
Nei pressi sorge anche l’antico teatro romano, l’unico ad aver conservato l’imponente muro di scena originale su cui campeggia la statua dell’imperatore, e che ospita ogni estate numerose rappresentazioni e concerti.

IL PARCO NATURALE REGIONALE DEL LUBERON
Non appena il sole torna a fare capolino riprendiamo la nostra escursione dirigendoci verso il PARCO NATURALE REGIONALE DEL LUBERON, caratterizzato da un paesaggio di rara bellezza che nel corso dei secoli ha attirato pittori, scrittori ed altri artisti. Colpiscono i piccoli villaggi di pietra bianca che sorgono arroccati sulle principali alture, le colline verdeggianti, i frutteti di cui sono coperte intere vallate.
Ci attira l’Abbazia di Sénanque, lo splendido edificio romanico costruito nel XII secolo dall'ordine dei Cistercensi, circondato da piante di lavanda in attesa di fioritura.
Ma a sorprenderci più di tutto sono le impressionanti scogliere di ocra su cui sorge Roussillon, un piccolo borgo costruito sul Monte Rouge, a 335 m d'altitudine, e classificato tra i 'più bei villaggi di Francia'.
L'ocra è un pigmento naturale e inalterabile, utilizzato principalmente nella fabbricazione di pitture e tinte per muri e nasce da una mescolanza di sabbia e di argilla, colorata da ossidi di ferro, che permettono questa sinfonia praticamente unica di colori. Il filone più importante al mondo è proprio quello che si sviluppa sulla linea Roussillon-Gargas-Rustrel ed è valso al giacimento il nome evocativo di “Colorado provenzale”.
Sfruttato commercialmente sin dal 1780, all’inizio del XX secolo ha cominciato a perdere quote di mercato soppiantato dall’arrivo dei colori sintetici.
Oggi è diventato soprattutto un’attrazione turistica in grado di richiamare numerosi visitatori che poi passeggiano lungo le vie di Roussillon, ammirando il municipio, la chiesa, le case ed i tetti multicolore di questo incantevole borgo.

ARLES: LA PICCOLA ROMA DEI GALLI
Terminata l’escursione a terra per noi è tempo di tornare a bordo della nostra nave, su cui nel frattempo hanno organizzato una squisita degustazione di formaggi tipici francesi.
La Cezanne riprende così la sua navigazione lungo il Rodano, lasciandosi alle spalle Avignone, il suo ponte e i suoi palazzi. Quaranta chilometri ci separano dalla prossima meta, che raggiungeremo però dopo il tramonto, visto che il sole oramai ha già iniziato l’ultima parte della sua parabola discendente.
Il mattino successivo è la Città di ARLES ad accoglierci coi suoi colori ed i suoi gioielli architettonici annoverati dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Primo fra tutti la maestosa Arena di epoca romana, in cui ancor oggi si tengono le corride che costituiscono il piatto forte delle manifestazioni organizzate in città per la tradizionale Feria de Avril. Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C. ad installare i veterani della VI legione in quella che da lì a poco sarebbe diventata 'piccola Roma dei galli'.
Ma Arles, nel corso dei secoli ha vissuto da protagonista diverse epoche, ognuna delle quali ha lasciato tracce indelebili nella sua struttura urbanistica, nei suoi palazzi e nelle sue chiese, tra cui spicca per il suo Portale quella dedicata a Saint Trophime.
Il nome della città però è indissolubilmente legato anche a quello di Vincent Van Gogh, il pittore fiammingo che qui soggiornò tra il febbraio 1888 ed il maggio 1889 realizzando circa 300 tra disegni e dipinti. Una serie di appositi pannelli indica esattamente i luoghi in cui l’artista posò il suo cavalletto e consentono al turista di compiere un itinerario particolare ed insolito alla scoperta di alcuni scorci oramai perduti.
Ad Arles anche il delta del fiume si divide in due bracci: il Grande Rodano ed il Piccolo Rodano, entrambi navigabili ed in grado di offrire al turismo fluviale il modo più inedito per scoprire la Camargue.

AIGUES MORTES: LA CAPITALE DELLA PETITE CAMARGUE
Purtroppo le condizioni atmosferiche in queta pazza primavera sono rapidamente mutate e ci precludono l’escursione in una delle regioni solitamente più affascinanti e attraenti di tutta la Francia.
Riusciremo a visitare solo Aigues Mortes, la capitale della Petite Camargue, ancora circondata dalle imponenti mura fatte costruire nel XIV secolo da Filippo il Bello.
La piazza principale è dedicata a Luigi IX, il re santo, che nel 1248 partecipò alla settima crociata per la riconquista di Gerusalemme dopo aver deciso di salpare proprio da qui, ed essersi inginocchiato davanti alla chiesa di Notre Dame de Sablons.
Proprio a seguito di quell’avvenimento la città crebbe di importanza dal punto di vista economico e strategico, tant’è che lo stesso San Luigi, oltre ad inziare la costruzione della cinta muraria fece erigere la Tour de Constance, alta 22 metri, che aveva sia uno scopo difensivo, offrendo dalla piattaforma il controllo di tutto il teritorio circostante, sia una funzione di faro per le navi che percorso l’ultimo tratto di canale navigabile, affrontavano il mare aperto. Ma questa è un’altra storia.
GRAN FESTA A BORDO DELLA CEZANNE
Per noi è giunta l’ora di tornare a Lione. La crociera infatti sta volgendo al termine e a bordo, gli chef della Cezanne, si stanno adoperando per prepararci un’ultima sorpresa: una cena di gala con tanto di sfilata….
Alla fine ci ritroviamo tutti nella Sala Grande per ascoltare rapiti le intramontabili canzoni di Edith Piaf, magistralmente intrepretate dalla cantante Petra Lamy: è il modo migliore per ripensare alle emozioni vissute in questi giorni e per incorniciare gli ultimi momenti di questo nostro viaggio nel cuore della Francia. (Fine, SDF)
(Photos from internet)
