ISOLE VERGINI BRITANNICHE

IL PARADISO DEI VELISTI



Sull’Atlante Geografico bisogna cercarle con cura perché, sulla carta, le Isole Vergini Britanniche appaiono per lo più come una serie indistinta di puntini, sparsi là dove il Mar dei Caraibi incontra l'Atlantico, 60 miglia a est di Porto Rico; mentre nella realtà, si tratta un variegato ed affascinante arcipelago, formato da una sessantina fra isole, isolotti e scogli, disposti a corona attorno al Sir Francis Drake Channel, ciascuno con una propria specificità ed un proprio carattere.

Qui si viene soprattutto per navigare in barca a vela, e trascorrere così delle splendide vacanze sospinti sul filo delle onde dal soffio costante degli Alisei, venti stagionali provenienti da est-nord-est che, con i loro 15/20 nodi di intensità media, garantiscono condizioni climatiche sempre stabili ed ideali per assicurare una piacevole navigazione nel corso di quasi tutto l’anno.

Bisogna inoltre aggiungere e sottolineare che le 60 isole sono talmente vicine tra di loro, da permettere una facile navigazione “a vista”, con la certezza di poter disporre, a fine giornata, di un’ampia serie di approdi ed ancoraggi ben protetti, con un’assistenza attenta e capillare, a conferma del primato di “Yachtman’s Friendly destination”.

Non per niente le BVI, acronimo di British Virgin Islands, sono considerate la capitale mondiale dei charter per la presenza in loco di molte tra le più rinomate società di noleggio: come Moorings, Sunsail, Yacht Connections... che mettono a disposizione dei velisti, esperti e non, una vastissima scelta di imbarcazioni, dagli sloop ai multiscafi, uscite dai più importanti cantieri francesi e americani, attrezzate ed equipaggiate secondo i più rigidi standard qualitativi, al fine di garantire sempre ed in ogni condizione una confortevole e sicura navigazione.

Qui anche chi non conosce l’arte della navigazione può comunque regalarsi l’emozione di una crociera. E per i più esigenti ci sono anche i “crewed yachts”, imbarcazioni a quattro stelle condotte da equipaggi professionisti, che offrono servizi di full board.

UN PO' DI STORIA
Fu Cristoforo Colombo il primo skipper europeo a scoprire queste isole e a ribattezzarle col nome che ancor oggi conservano, per rendere omaggio alle 11.000 vergini che accompagnarono Sant’Orsola al suo martirio.

Un toponimo che ben si addice a questo autentico paradiso pressochè incontaminato, ricco di bellezze naturali, costellato di spiagge incantevoli, circondato da splendidi fondali che custodiscono tesori dal valore incalcolabile.

L’istituzione nel corso degli ultimi decenni di ben 15 parchi naturali ha permesso alla gran parte delle isole di mantenere per gran parte intatta la loro bellezza e al mare che le circonda di conservare inalterata la propria tavolozza di colori, che sfumano dal lapislazzulo al blu cobalto, passando attraverso tutte le tonalità dell’azzurro.

IL BVI TOURISM BOARD-ITALIAN TEAM
Coerentemente con le premesse fatte anche noi visiteremo parte dell’arcipelago spostandoci in barca a vela, navigando a bordo di un Oceanis 473, messoci a disposizione dalla SUNSAIL, in occasione della 37^ Edizione della Spring Regatta, la kermesse velica più amata dei Tropici, a cui parteciperemo per cercare da un lato di difendere sul campo i colori del BVI Tourism Board - Team Italia, e dall’altro per vedere e documentare tutto ciò che rende questo Sailing Festival un evento imperdibile, il cui segreto è dato dall’unione di due elementi: il puro agonismo e l’amore per il mare.

L’appuntamento per le oltre 160 barche iscritte alla Spring Regatta 2008, è come da tradizione, al Nanny Cay Marina di Tortola, l’isola principale delle Isole Vergini Britanniche.
E’ anche l’occasione per vedere in un colpo solo gran parte delle più belle barche che frequentano comunemente i Caraibi, con a bordo equipaggi competitivi e agguerriti, composti da elementi giunti da diversi Paesi, anche lontani, animati da un sano e gioioso spirito agonistico.

LA VIGILIA
La vigilia del primo giorno di regata si consuma per tutti nella cura meticolosa degli ultimi dettagli, nello studio comune delle strategie da seguire, nella difficile scelta delle vele da impiegare, nella complicata stesura sulle fiancate della barca degli adesivi di rito che, a questo punto, fanno sentire anche noi parte integrante dell’evento.

Terminate le operazioni preliminari tutte le imbarcazioni lasciano eccitate i rispettivi ormeggi e sfilano, all’uscita del marina, davanti agli amici e i parenti che non hanno potuto o voluto salire a bordo.
Maurizio, il nostro skipper, tenendo saldamente la ruota del timone, distribuisce i compiti a bordo dandoci le ultime dritte.

Dopo aver issato la randa e liberato il genoa, tutte le barche si dirigono velocemente sulla linea ideale di partenza, proprio al centro del Sir Francis Drake Channel dove, divise per classi, attenderanno nervosamente il momento del via per cimentarsi e confrontarsi con ardore sul medesimo campo di regata.

Il vento soffia deciso, il mare è leggermente mosso: una situazione ideale per una splendida giornata di vela e spettacolo.

IL PROLOGO: LA BITTER END CUP
Al suono della sirena le barche, perfettamente allineate, si dirigono di bolina verso nord-est risalendo il vento per raggiungere Virgin Gorda, l’isola grassa.
Le più forti sembrano avere una marcia in più. Sbandate sotto vento con gli equipaggio tutti fuori volano veloci sulle onde sollevando a prua enormi schizzi di acqua e lasciando alle loro spalle la bianca scia di un motoscafo.

Ben presto rimaniamo attardati, sospesi in mezzo alla flotta delle Bareboat, e approfittiamo di questo limbo per ammirare il paesaggio circostante.

L’arrivo di questa “Bitter End Cup”, prestigioso prologo alla Spring Regatta vera e propria, è situato nella magica Baia di North Sound, nella parte settentrionale dell’isola di Virgin Gorda, protetta da numerosi isolotti e barriere coralline.
Quando giungiamo noi quasi tutte le altre barche hanno già gettato l’ancora o trovato un ormeggio.

Il Bitter End Club Hotel & Resort, di cui si intravedono i tetti dei bungalow, oltre a fornire un buon servizio di alloggio e ristorante, è anche un’ottima marina attrezzata per ogni genere di necessità, mentre il Bitter End “Yacht Club” dispone di 70 ancoraggi e posti in banchina, ed accetta volentieri anche le imbarcazioni di passaggio. E’ la baia ideale per trascorrere qualche giorno in completo relax.

Una volta sbarcati a terra assistiamo partecipi alla premiazione di rito, in un clima spensierato di grande euforia. La visita dei dintorni è rimandata a domani.

VIRGIN GORDA
Un’unica strada attraversa l’isola per gran parte della sua lunghezza, che non supera i 16 chilometri.
Cristoforo Colombo la battezzò VIRGIN GORDA, la Vergine grassa, a causa della sua curiosa forma: sottile alle estremità e tondeggiante al centro.
Dai 414 metri del Gorda Peak, il punto più elevato dell’isola, si gode di uno splendido panorama su North Sound Bay e sulle altre isole più esterne, tra cui vale la pena citare la famosa NECKER ISLAND, l’isola privata di proprietà di Sir Richard Branson, il patron della 'Virgin'.

Spanish Town, sul versante orientale, è il centro più importante e l’antica capitale dell BVI. Sembra che il suo nome sia dovuto al fatto che, nel XVI secolo, numerosi spagnoli giunsero sin qui per lavorare nella miniera di rame di cui rimangono ancora alcune vestigia a Cooper Mine Point.

Sul resto dell’isola non esistono altri villaggi ma solo case sparse e qualche complesso turistico affacciato su una delle tante ed invitanti spiagge incantate.

Sul litorale sud-occidentale di Virgin Gorda è d’obbligo una visita a “THE BATHS”, una delle più famose attrazioni delle BVI. Giganteschi massi morenici diseminati lungo la spiaggia racchiudono un articolato sistema di grotte e piscine naturali di acqua marina, perfette per l’esplorazione e lo snorkelling.

PETER ISLAND e NORMAN ISLAND
Approfittiamo del giorno libero per visitare, sempre in barca, anche la vicina PETER ISLAND: un vero gioiello della natura. Gran parte del suo territorio appartiene al milionario norvegese Peter Smedwig
che, quando la vide, ne restò affascinato e negli anni ’60 fece costruire il 'Peter Island Resort', uno dei più prestigiosi al mondo.
L’approdo classico all’isola è a Deadman’s Bay, proprio davanti al lussuoso Peter Island Yacht Club, ma noi preferiamo sostare a Little Harbour, un porticciolo ben protetto, racchiuso tra le piccole baie di South Bay e White Bay.

Proseguendo ancora verso sud, dopo aver superato la piccola Pellican Island, e gli inquietanti scogli affioranti soprannominati The Indians, si incontra NORMAN ISLAND.

Poco abitata, disseminata di grotte e caverne, è stata per anni un covo di pirati. Non per niente lo scrittore inglese Robert Louis Stevenson la elesse a teatro del suo romanzo “L’isola del tesoro” e delle fantastiche avventure dei suoi protagonisti.

Il punto d’approdo principale è The Bight dove, circondato da numerosi velieri di passaggio, si trova ancorato il “William Thornton”, un vecchio mercantile del Baltico oggi trasformato in un curioso bar-ristorante galleggiante.
Mentre a terra un simpatico localino con i tavolini colorati accoglie chi vuol semplicemente gustarsi un aperitivo “on the beach”.

LA SPRING REGATTA 2008
E’ ora di ritornare alla base: la Spring Regatta sta per iniziare. Per l’inaugurazione ufficiale organizzatori e partecipanti si sono dati appuntamento al Regata Village di Nanny Cay che, per tre giorni e tre notti, diventerà il cuore pulsante dell’evento, il centro delle discussioni, dei festeggiamenti e delle numerosi manifestazioni collaterali.

Si inizia con un estemporane defilè di abbigliamento informale e da spiaggia, con le modelle che sfilano a bordo piscina, davanti ad un pubblico misto di ogni età. Le ragazze ci mettono buona volontà e tanta simpatia e per tutti si tratta di una piacevole occasione per distrarsi e allentare le tensioni della gara che andrà ad iniziare.

La Spring Regatta vera e propria inizia il venerdì mattina e si svolge in tre intense giornate di mare, con una media di due prove quotidiane, sulla lunghezza di 15 miglia ciascuna. Il campo di regata si estende praticamente su tutto l’arcipelago ed i giudici hanno a disposizione ognio giorno una decina di opzioni per scegliere di volta in volta il percorso più adatto da far compiere alle imbarcazioni e ai loro equipaggi, che così si ritrovano l’arduo compito di dover leggere ed interpretare con attenzione, ogni giorno ed in ogni momento, la giusta tattica per sfruttare la mutevole orografia del paesaggio.

A VELA TRA LE ISOLE
L’unico pericolo in questo paradiso della vela è quello di lasciarsi distrarre ed incantare dalla sua amaliante bellezza.
Salt Island, Cooper Island, Little Thatch, Jost Van Dyke... Tutte le isole dell’arcipelago, esclusa solamente la lontana e misteriosa Anegada, assistono di volta in volta silenziose o partecipi al nostro rapido passaggio, di poppa o di bolina, formando nel loro insieme la maestosa scenografia di questo incredibile spettacolo.

Gli arrivi al termine di ogni regata si succedono sul filo dei secondi e vanno a delineare quella che alla fine sarà la classifica definitiva di ogni classe di appartenenza.

Domenica pomeriggio, al termine dell'ultima prova, da ogni equipaggio si levano grida di gioia per aver portato a conclusione l’impresa, mentre negli occhi di ciascuno si legge il rammarico che sia già tutto finito.

Anche tra i membri del BVI Tourism Board – Italian Team si respira una certa soddisfazione per aver combattutto con passione e trasporto fino all’ultimo giorno, contro barche ben più preparate e competitive, riuscendo comunque a portare il nostro OCEANIS 473 ad un lusinghiero tredicesimo posto tra le Bareboat.

PREMIAZIONI E DESIDERI
L'ultima sera al Regatta Village, c’è ancora il tempo per una birra, per i commenti finali, per un rapido scambio di indirizzi. Il rito delle premiazioni vede avvicendarsi sul palco equipaggi abbronzati e felici, provenienti da ogni parte del mondo. Olandesi, inglesi, tedeschi e americani, portoricani, spagnoli, francesi e naturalmente italiani, sfilano uno dopo l’altro con le loro divise colorate pronti per farsi immortalare sorridenti e con in testa un solo desiderio: ritrovarsi il prossimo anno tutti qua, nel paradiso dei velisti. (Fine SDF)


Photos by Dora Paradies