BRASILE IL NORDESTE 2. ALAGOAS

ALAGOAS: IL PARADISO DELLE ACQUE

Lo chiamano “IL PARADISO DELLE ACQUE” e a ben vedere si capisce subito il perché. Bagnato dall’Oceano Atlantico, solcato da diversi fiumi importanti, caratterizzato da una serie di spettacolari e pittoresche lagune naturali, lo Stato di Alagoas (ovvero “lagune” in portoghese) può vantare una varietà di paesaggi incredibile a seconda che ci si sposti da nord a sud lungo la costa o dal litorale verso l’entroterra.

Un’ininterrotta barriera corallina, 230 chilometri di spiagge bianche e deserte, foreste impenetrabili di mangrovie, lussureggianti piantagioni di palme da cocco o di canna da zucchero, sono questi gli scenari attraverso cui ha il piacere di muoversi il viaggiatore che sceglie di andare alla scoperta di questo angolo, ancora poco conosciuto, del NORDESTE del Brasile.

Stretto tra il Pernambuco a nord, lo Stato di Bahia a ovest e il Sergipe a sud, il piccolo Stato di Alagoas vanta una superficie di soli 28.000 kmq circa, ed una popolazione che supera di poco i 3milioni di abitanti.
Nonostante questi numeri l’Alagoas ha avuto un ruolo decisivo nella storia del Brasile dando i natali a diversi personaggi importanti tra cui due Presidenti della Repubblica; e sul suo territorio vi sono ancora numerose testimonianze di questo prestigioso passato in grado di offrire ulteriori spunti interessanti per itinerari un po’ inconsueti sospesi nel tempo ed immersi nella natura.

MACEIO': LA CAPITALE
Il punto di partenza è sempre MACEIO’, la capitale dello Stato, una città giovane, nata agli inizi del XIX secolo sull’onda del boom della canna da zucchero, e cresciuta poi intensamente alla fine del ‘900 fino a contare oggi quasi un milione di abitanti.

L’eredità del fiorente periodo coloniale portoghese è rappresentata dalle belle chiese e gli eleganti palazzi concentrati attorno alle due piazze principali del centro storico: dedicate rispettivamente al Maresciallo Deodoro de Fonseca e al Maresciallo Floriano Pixoto, i primi due Presidenti del Brasile repubblicano.

La Igreja Bom Jesus dos Martirios, con la facciata interamente tappezzata da azulejos; il Tribunale di Giustizia, il Teatro Maresciallo Deodoro, la Cattedrale do Nostro Senor dos Prazeres, formano delle superbe quinte per il variopinto spettacolo della vita che si ripete ogni giorno sempre uguale e sempre diverso sulle strade ed i marciapiedi di questa città.

Alle spalle dell’ancora trafficato porto mercantile, all’incrocio tra Rua Sà ed Albuquerque, sorge l’antico quartiere di JARAGUA’ caratterizzato da un’interminabile sfilata di “trapiche”, gli ex magazzini che fungevano da deposito delle merci, è stato recentemente oggetto di un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione, socio-urbanistica ed artistica, che lo ha portato a diventare in poco tempo il cuore giovane della città, in cui è ospitata la sede dell’univerità locale, della Camera di Commercio, di diverse banche, ma soprattutto di numerosi atelier e locali di tendenza, spesso celati dietro i colorati ed originali murales che ripropongono, in parte rivisitati, i principali miti e costumi alagoani.

Poco più avanti un elegante palazzina (in stile liberty) ospita l’interessante Museo Théo Brandão intitolato a colui che ha dedicato la sua intera vita alla ricerca di tutti gli elementi che hanno caratterizzato e influenzato: la storia, l’artigianato, le tradizioni, la fede, il folklore, di questo Stato e dei suoi abitanti. Una ricchissima raccolta di oggetti, documenti, fotografie, testimonianze che aiutano il visitatore a farsi un’idea più chiara ed approfondita del Paese che sta visitando.

ARTIGIANATO E SPIAGGE
Il NUCLEO ARTESANAL DI PONTAL DA BARRA, situato ai margini della Laguna Mundau, è invece il quartiere cittadino in cui è concentrata l’attività artigianale femminile, che qui si esprime soprattutto attraverso la lavorazione “a filet”, una particolare forma di ricamo all’uncinetto, ereditata anche in questo caso dal periodo coloniale.

La lavorazione a filet - ci racconta questa ragazza – è un arte che ho appreso da mia madre e che qui ci si tramanda di generazione in generazione. Fino a poco tempo fa veniva utilizzata solo per realizzare pizzi e bordi per la biancheria, mentre recentemente la si è riscoperta ed oggi viene utilizzata anche nell’esecuzione di tovaglie, tende, copriletti nonché di moderni e simpatici capi di abbigliamento, che vengono poi posti in vendita nei numerosissimi e variopinti negozietti che si affacciano sulla strada principale.

Affacciata sull’Oceano Atlantico, Maceiò dispone di diverse incantevoli spiagge urbane orlate di palme, effetto cartolina.
PAJUCARA è la più conosciuta e frequentata dalla gente del posto. Sul bagnasciuga impazienti stazionano le “Jangadas”, le imbarcazioni tipiche di tutto il nordeste, pronte a prendere il largo per andare a pescare o per portare i turisti alla scoperta delle “piscine naturali”
Mentre il pesce fresco viene venduto al momento in uno dei tanti chioschi che sorgono sulla spiaggia.

Per gli amanti delle leggende, si racconta che, le anime di una coppia di indios, sacrificati perché appartenenti a due tribù rivali, vengano ancora a bagnarsi nelle acque del mare sulla spiaggia di “Cruz das almas” (la croce delle anime).

VERSO SUD
Ma è lasciando MACEIO’ e procedendo verso sud che si incontrano le spiagge più famose ed ambite: come Praia do Frances, Praia do Dunga, Praia de Ponta Verde e Praia Jatiuca, una diversa dall’altra, una più bella dell’altra.

A pochi chilometri dalla strada litoranea, affacciata sulla Laguna Manguaba, vale la pena di visitare MARECHAL DEODORO, ovvero quella che fu la prima capitale dello Stato di Alagoas, ma anche la città in cui nacque il Maresciallo DEODORO DE FONSECA, il primo Presidente del Governo Provvisorio della neonata Repubblica del Brasile, che egli stesso proclamò il giorno 15 novembre 1889, e la cui casa è stata trasformata in un museo.

Qui il tempo sembra essersi fermato. La cattedrale barocca del 1784 con l’annesso chiostro è in fase di restauro. Le statue del Museo di Arte Scara riposano al riparo sotto le lenzuola.
Le case color pastello ben si intonano con lo stile “effetto marzapane” della più moderna Chiesa Madre.
Poco distante, una tromba solitaria tiene alto il prestigio della Scuola Filarmonica dedicata a Santa Cecilia, accompagnandoci mentre lentamente riprendiamo il nostro cammino.

PENEDO
Risalendo il corso del Rio São Francisco, il cosiddetto “Velho Chico” che segna la linea di confine con lo Stato del Sergipe, giungiamo a PENEDO, una delle più antiche città del Brasile, fondata nel 1560 su un promontorio roccioso che domina il fiume.

Il contributo dei colonizzatori portoghesi e olandesi prima, e dei missionari francescani poi, è ancora ben visibile nell’architettura barocca dei conventi, delle chiese e dei palazzi, risalenti al XVII e XVII secolo, che caratterizzano il suo nucleo centrale dichiarato Patrimonio Storico Nazionale.

Spiccano sicuramente per bellezza e maestosità la Chiesa Nossa Senhora dos Anjos con l’annesso Convento São Francisco, datati 1759, e costruiti sui ruderi di un antico forte; e la Chiesa Nossa Senhora das Correntes, un compiuto esempio di architettura ed arte coloniale barocca al cui interno dominano gli ori e l’azzurro. Considerata da alcuni la chiesa più bella del Brasile, in passato fu utilizzata anche come rifugio dagli schiavi delle piantagioni in fuga.

Inaugurato nel 1884, il Teatro Sette di Settembre fu in assoluto il primo costruito nello Stato di Alagoas e questo la dice tutta sull’importanza di questo centro, la cui ricchezza trae fonte, da sempre, dalla sua posizione strategica sul Fiume São Francisco, autentico punto di riferimento ed attrazione della città con la vita che scivola sulla corrente ed i traghetti che continuano a fare la spola con la città di Santana de São Francisco, sull’altra sponda, nello stato del Sergipe.

PARIPUEIRA E LE PISCINE NATURALI
Se da Maceiò si prosegue invece in direzione opposta si può andare alla scoperta di ciò che offre il Litorale Norte, la cosiddetta “COSTA DOS CORAIS”.
A PARIPUEIRA, in particolare, è possibile noleggiare un’imbarcazione e, accompagnati da un biologo marino, raggiungere a breve distanza dalla spiaggia le famose “piscine naturali” che si formano lungo la barriera corallina durante le fasi di bassa marea.

Gettata l’ancora, si può scendere dalla barca e andare camminando o facendo snorkeling alla scoperta di questo particolare microcosmo.
Si tratta – ci spiega la nostra guida, mostrandoci alcuni esemplari di ricci e stelle marine - di un habitat molto delicato per diverse specie marine pertanto è necessario muoversi con particolare cautela ed attenzione, se si vuole evitare di arrecare danni al reef.

Purtroppo l’incremento costante del numero dei turisti che ogni anno giungono sin qui per visitare le “piscine naturali” inizia a creare qualche problema di “compatibilità ambientale” ma è soprattutto attraverso un processo di educazione e sensibilizzazione che si potrà raggiungere quell’equilibrio necessario per garantire uno sviluppo turistico eco-sostenibile.


E’ quello per cui lavorano i responsabili del Progetto OIKOS, attivi anche più a nord, all’altezza della Barra de Santo Antônio, lungo il corso finale dell’omonimo Rio.
Una chiatta consente alle auto di attraversare il fiume e raggiungere sulla sponda oppposta l’ILHA DA CROA, una piccola isola che, per le sue caratteristiche ambientali, è al centro di un importante progetto di tutela della biodiversità.

A bordo di una jeep percorriamo velocemente tutto e 5 i chilometri del litorale sospesi tra un’interminabile file di palme da cocco e le invitanti acque dell’Oceano che qui, ci assicurano, sono in assoluto le più calde di tutta la costa del Brasile, con una temperatura che oscilla costantemente tra i 25 e 35 gradi.

Giungiamo alla fine davanti ad un’alta falesia che, a prima vista, ci appare di un colore tra il rosso e l’ocra: è la spiaggia di Carro Quebrado.
Una volta scesi a terra, con calma la nostra guida ci dimostra che in realtà i colori della falesia sono diversi, varie le sfumature, e non appena la sabbia viene bagnata con un po’ di acqua diventano ancor più vivi e attraenti.

Al termine della spiegazione una bottiglietta con la sabbia multicolore rappresenta il consueto souvenir da portare a casa come ricordo di questa bella gita.

LA TUTELA DELLE MANGROVIE
In realtà chi vuole può apprendere dai ragazzi del posto come ci si arrampica su una palma per raccogliere una noce di cocco, oppure si può scegliere di tuffarsi nelle acque dolci di una ombreggiata sorgente interna.

Noi preferiamo imbarcarci nuovamente e andare alla scoperta del lato più nascosto di quest’isola, ma anche quello maggiormente a rischio, in quanto caratterizzato dalla presenza di una densa ed intricata comunità di mangrovie.
Nascono là dove l’acqua dolce del Rio Santo Antonio Grande incontra l’acqua marina in quanto sono tra le poche piante terrestri in grado di tollerare persino l’elevata salinità del mare aperto. Sono alberi che crescono molto vicini tra loro, sostenuti da radici arcuate che formano un groviglio complesso ed intrecciato. Due volte al giorno le radici vengono sommerse dalla mare: vivono quindi sopportando notevoli escursioni di salinità.
Il sale assorbito dalle radici viene allontanato mediante la linfa e depositato nelle foglie più vecchie che presto si staccano dall'albero, fornendo la maggior parte della energia alimentare da cui dipende la pesca nelle zone costiere intertropicali.

Grazie ai loro adattamenti, le radici di queste piante sono capaci di penetrare profondamente nel fango asfittico, formando una rete intricata capace di smorzare l'effetto devastante delle correnti di marea, di trattenere depositi di fango e argilla e fornire un substrato per molti organismi marini.

Per questo motivo le comunità a mangrovie sono importantissime per il delicato ecosistema costiero, dove molte specie di pesci si riproducono: in quanto favoriscono l'estensione delle coste con la formazione di nuove isole e proteggono le stesse dall'erosione delle violente tempeste tropicali; inoltre la loro presenza costituisce un filtro per i sedimenti che potrebbero danneggiare le barriere coralline, che spesso vivono nelle stesse aree.

Le esigenze produttive dell'industria ittica, come pure la sempre maggiore scarsità di risorse ittiche mondiali hanno purtroppo determinato in molte aree del Mondo l'eliminazione delle comunità a mangrovie

La speranza è che - compresa l'importanza di questi ecosistemi – si ponga fine alla distruzione delle comunità di mangrovie, a tutto vantaggio della vita delle specie ittiche e delle barriere coralline.

LA POUSADA DO TOQUE
Ripreso il cammino una deviazione ci spinge verso l’interno in uno scenario per noi nuovo, tra basse colline ricoperte di piantagioni di canna da zucchero. Poi è di nuovo mare, spiaggia ed un meritato riposo in un’autentica oasi di tranquillità e pace: la Pousada do Toque.

Mimetizzati in questo angolo di paradiso 14 chalet arredati con gusto e sobrietà attendono gli ospiti con tanto di giardino personale e piscina privata.
Il resto, a partire dalla ricca cantina dei vini, dai fantastici piatti che escono dalla cucina, dall’incantevole spiaggia che ci attende dopo pranzo ci spinge a rimanere qui per un altro po’. (Fine II^ parte, SDF)