BRASILE IL NORDESTE 3. PERNAMBUCO

PERNAMBUCO: LO STATO ARCOBALENO
Spiagge, natura, arte e cultura, città coloniali, folklore, storia e gastronomia. Lo Stato del Pernambuco è un concentrato di tutto ciò che il Brasile è in grado di offrire al turista.
A partire da RECIFE, la sua capitale, la cui Regione Metropolitana, si estende su un’area di 218 kmq e, con i suoi tre milioni e mezzo di abitanti, è la più popolata del Nordest, la quinta di tutto il Brasile.
Primo porto mercantile dell’intera regione la città, che conserva ancor’oggi alcuni bei quartieri storici, e vanta innumerevoli spiagge incantate, da qualche anno sta registrando uno sviluppo accelerato. Il risultato: decine di palazzi moderni proiettati verso il cielo che si scontrano con le immense baraccopoli dove vivono centinaia di migliaia di “retirantes” e che continuano a crescere a dismisura sulle paludi lungo il basso corso del Rio Capibaribe.

RECIFE: LA CAPITALE
La nostra visita ha inizio dai quartieri di Sao Josè e Santo Antonio, dal 2001 in fase di ristrutturazione, e che stanno diventando sempre più turistici.
Tra i luoghi di maggiore interesse vi è il Convento e basilica di Nossa Senhora do Carmo, che sorge sull’omonima piazza e vennero costruitoi sulle rovine dell’antico palazzo del governatore olandese.
A poca distanza si trova il Patio de San Pedro, una pittoresca piazza circondata da bar e caffè ospitati in graziose e variopinte casette coloniali, su cui domina la Chiesa di Sao Pedro dos Clerigos.
Da qui si diparte una serie di vivaci viuzze, ricche di negozietti, che preludono alla zona del mercato cittadino. C’è quello all’aperto, con le bancarelle che offrono frutta locale e prodotti della vicina Argentina. E poi c’è il Mercato Sao Josè, il più popolare ed animato della città che si tiene al riparo di grandi strutture metalliche in stile liberty. Una parte è riservata agli oggetti in vimini ed alle stoffe, ma a colpire sono soprattutto i padiglioni dedicati alla carne ed ai grossi pesci dell’Oceano che giungono qui freschi ogni mattina.
Per i regali ed i souvenir turistici invece bisogna andare alla Casa della Cultura e dell’Artigianato, ricavata all’interno dell’antica prigione, costruita nel 1855 e dismessa agli inizi degli anni ’70. La struttura originaria è stata conservata e tutte le celle, dal pianterreno al secondo piano, sono state trasformate in altrettante botteghe.

OLTRE IL CENTRO
Superato il
A ricordare invece il cinquecentesimo anniversario del Brasile, di fronte a Praca Rio Branco, al di là del fiume, si trova la Columna de Cristal, opera di Francisco Brennand, che volendo si può raggiungere facendosi traghettare a remi.
Un po’ distanti dal centro sorgono le belle spiagge di Recife: Praia do Pina, Candeias, Piedade e quella di Boa Viagem, in assoluto la più elegante e frequentata. Per molti turisti la città di giorno è tutta qui: sabbia, sole, cocco, mare. Anche se in realtà, per il pericolo degli squali, è consigliato fare il bagno solo nei punti protetti dagli scogli mentre la pratica del surf è assolutamente vietata.

OLINDA: PATRIMONIO DELL'UNESCO
Chi invece ama soprattutto la storia, l’arte e l’architettura, non potrà fare a meno di andare a visitare OLINDA (che in portoghese significa “Oh, che bella!”), l’antica capitale del Pernambuco, distante appena 6 km dal centro di Recife. Si tratta di un piccolo gioiello di architettura coloniale, conservatosi benissimo nel corso dei secoli e non per niente inserito dall’UNESCO nel 1982 nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità.
Percorrendo le sue ripide stradine, fiancheggiate da eleganti case dalle allegre facciate colorate, e le sue innumerevoli piazze, scandite da un’esuberanza di chiese barocche piene di infinite ricchezze, è possibile ripercorrere l’intera storia della città le cui vicende sono da sempre saldamente intrecciate a quelle della vicina Recife che si scorge sempre sullo sfondo.
Fondata nel 1537, Olinda conobbe subito un importante sviluppo svolgendo un ruolo strategico ed economico di primaria importanza per il Pernambuco. Sul potere economico si innestò il potere religioso e la cittadina si riempì di conventi e chiese erette dai diversi ordini alla fine del XVI secolo. Quando però in città giunsero i “signori dello zucchero” cominciarono a insediarsi sulle dolci colline che dominano il mare e ben presto iniziarono a sviluppare il porto di Recife.
Fu così che nel 1825 Olinda dovette abdicare, perdendo il titolo di Capitale dello Stato, a tutto vantaggio dell’emergente rivale. Seguì un lungo periodo di declino, torpore e sonnolenza, da cui solo negli ultimi anni la “città delle sette colline” sembra risvegliarsi.

CITTA' DI ARTISTI
A essere sinceri, oggi il centro storico di Olinda ha assunto un’aria un po’ artificiale, in quanto molte delle sue case e dei suoi edifici si sono trasformati in altrettanti atelier e gallerie d’arte, in cui hanno trovato rifugio artisti importanti e personaggi eccentrici.
Come Iza do Amparo, una delle pittrici più celebri e famose (non solo di Olinda) che nei suo quadri raffigura molto spesso dei pesci, stilizzati e coloratissimi, perchè – ci confessa – alla gente piacciono in quanto portano allegria.
O come Sergio Villanova che ci invita ad entrare nella sua casa-laboratorio, dove le pareti sono ricoperte da quadri coloratissimi raffiguranti animali di ogni specie. E’ la sua interpretazione del Carnevale di Olinda – ci spiega – uno dei più originali ed autentici di tutto il Brasile.
Un Carnevale genuino e spontaneo ben rappresentato dal sorriso di due giovani danzatrici di Frevo, il ballo che qui sostituisce il Samba di Rio, che incontriamo subito dopo con tanto di ombrellino colorato che – ci dicono - fa parte integrante del costume tradizionale.

A SPASSO NELLA STORIA
Visitare Olinda è entusiasmante in quanto ogni angolo offre uno spunto di interesse, ogni incontro un’occasione per imparare qualcosa. La città vecchia ha saputo conservare un’atmosfera autentica ed un modo di vivere originale, il cui fascino non può lasciare indifferenti. A partire dalle chiese, una ventina, di cui ci limiteremo a visitare le più curiose.
La prima è quella dedicata a NOSTRA SENORA DO ROSARIO DOS HOMENS PRETOS che venne costruita dagli schiavi costretti a lavorare nelle vicine piantagioni di canna da zucchero.
Artisticamente più importante è il CONVENTO DI SAO FRANCISCO con l’annessa IGREJA de NOSSA SENHORA DAS NEVES. Fondato nel 1577 fu questo il primo convento francescano del Brasile. All’interno della chiesa, che è del 1588, è visibile uno splendido altare, finemente realizzato in uno stile molto sobrio, mentre nella sacrestia considerata una delle più belle del Brasile, si possono ancora ammirare gli originali azulejos.
Delle altre ci limitiamo soltanto ad ammirare le imponenti facciate che stranamente sono rivolte tutte verso l’Alto da Sé, su cui sorge l’omonima chiesa, attuale Cattedrale di Olinda, dal cui sagrato si può abbracciare uno dei più bei panorami sulla città e i dintorni.
Praca da Sé è presidiata da numerosi chioschi e banchetti in cui, all’ora di pranzo, è possibile consumare uno spuntino veloce a base di tapioca o di spiedini, o acquistare qualche souvenir, ma che in realtà si animano solo nel tardo pomeriggio.

BURATTINI E CABESONES
Ne approfittiamo per visitare il vicino MERCADO DE RIBEIRA, l’antico mercato cittadino dove una volta venivano venduti gli schiavi, e che oggi ospita una serie di negozietti che espongono simpatici prodotti di artigianato locale.
La sala delle esposizioni temporanee che sorge in fondo al cortile attualmente ospita il MUSEU DO MAMULENGO (ovvero il Museo dei Burattini). Le figure esposte sono opera di alcuni dei migliori maestri brasiliani, e rappresentano solo una piccola parte dell’intera collezione che conta più di 1000 pezzi. I personaggi raffigurati sono i protagonisti delle tipiche storie che i burattinai portano in giro nei loro spettacoli di piazza e che molto spesso si basano o su vicende quotidiane o su epici e romantici racconti tratti dalla tradizione orale o dalla “Literatura de Cordel”.
E la prova di quanto siano ancora vivi ed apprezzati in Brasile gli spettacoli con i burattini, ce l’abbiamo subito dopo nella vicina Praca da Sé, che si è nel frattempo riempita di bambini i quali assistono a bocca aperta, insieme alle loro mamme, alla coinvolgente rappresentazione di un abile burattinaio dalle mani sapienti.
I protagonisti del Carnevale di Olinda invece sono “Los Cabesones”, ovvero enormi fantocci di cartapesta, che vengono però utilizzati anche durante le colorite campagne elettorali locali: delle vere e proprie kermesse quotidiane che si svolgono in un clima di delirio totale, con cortei di supporters o pseudo tali che sfilano imbandierati al seguito dei famigerati “trios electricos” (autoveicoli trasformati in discoteche ambulanti) da cui l’inno del candidato di turno viene diffuso senza alcun risparmio sui decibel.
L’appuntamento per tutti è all’ALTO DA SE’. Si è fatto buio e la piazza, come ci avevano assicurato, è super affollata. Nei fine settimana OLINDA è tutta qui: per guardare e farsi vedere. Dietro le bancarelle le simpatiche signore fanno affari d’oro cucinando a ritmi serrati, frittelle e spiedini, quesinhos e tapioca, una specie di crepes dolce o salata, che a noi piace farcita con cocco e formaggio.
Il resto è musica, danze, atmosfera.

PORTO DE GALINHAS
Il Pernambuco però è anche e soprattutto le sue spiagge. Quelle di Porto de Galinhas, in particolare, sono state elette per ben 5 volte le più belle in assoluto del Brasile.
Questo ex paesino di pescatori, situato 70 km a sud di Recife, trae il suo nome dal traffico degli schiavi (galline in codice) che vi si praticava clandestinamente anche molto tempo dopo la sua abolizione.
I paesaggi paradisiaci delle sue dieci spiagge ed il sole presente tutto l'anno fanno di questo luogo la mèta ideale per chi vuole rilassarsi o praticare attività come snorkeling, surf o kite-surf.

LAS PISCINAS NATURAIS
Ogni mattina, calcolando l’alternarsi delle maree, decine di Jangadas con le vele sponsorizzate, si radunano davanti alla spiaggia principale per accogliere i turisti desiderosi di raggiungere, a breve distanza dal bagnasciuga, le famose “piscine naturali”.
Al timone di queste imbarcazioni ci sono gli ex pescatori o i loro figli che hanno trovato in questa nuova attività un modo più rapido e sicuro per arricchirsi. E’ un via vai colorato e ordinato che aggiunge allegria e movimento alla vita della spiaggia.
“Las Piscinas Naturais” come le chiamano i locali, si formano quando le acque del mare, ritirandosi a causa della bassa marea, creano all’altezza della barriera corallina, per sua natura irregolare, delle enormi vasche multiformi di varia profondità, in cui rimangono imprigionate anche decine di pesci che possono essere osservati da vicino, godendo della loro compagnia. Si tratta di un’attrazione turistica tipica di questa regione del Brasile ed attira un numero sempre crescente di curiosi.
MURO ALTO E MARACAIPE
Da Porto de Galinhas, noleggiando un buggy si può raggiungere in pochi minuti la vicina spiaggia di MURO ALTO, che deve il suo nome alla bella parete di sabbia che la protegge. Un’interminabile fila di coqueiros, la barriera corallina interrotta qua e là dal formarsi delle oramai note piscine naturali, ed una costante brezza completano la bellezza di questa spiaggia su cui si affacciano alcuni tra i migliori resorts di Porto de Galinhas.
Coloro che invece amano il surf, hanno a disposizione le spettacolari onde che si frangono sulla selvaggia spiaggia di Maracaípe, dove ogni anno vengono organizzati anche diverse gare del campionato mondiale di questa sport.
La vicina “Pontal de Maracaípe” è una spiaggia fluviale e marina formatasi proprio alla foce del Rio omonimo. Qui ha la sua sede il Progetto Hippocampus, il cui scopo è quello di preservare, e allo stesso tempo far conoscere ai turisti, il delicato habitat in cui vive e si riproduce il cavalluccio marino.
A bordo delle tradizionali “jangadas”, o di più comode “lanchas”, le guide locali conducono i visitatori alla scoperta di questo ambiente fantastico, in cui acque dolci e salate si incontrano. Nei pressi della riva ogni tanto la barca si ferma per individuare sotto il pelo dell’acqua la presenza di qualche cavalluccio, che la guida prontamente ci mostra descrivendoci le caratteristiche e soprattutto i rischi che questa specie corre, a causa della pesca indiscriminata, dell’inquinamento, dell’urbanizzazione delle coste.
Risaliamo lentamente il corso del Rio Maracaípe bordato su entrambi gli argini da una straripante vegetazione in cui dominano le mangrovie. Ripensando al nostro viaggio il Pernambuco ci appare come uno Stato arcobaleno: un insieme variopinto di paesaggi, di luoghi, di emozioni, che trasmettono armonia.(Fine, SDF)

