ISLANDA 1.

ISLANDA: VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA
Prima parte
REYKJAVIK E LA COSTA SUD OCCIDENTALE



L’Islanda è una terra estrema, contesa dal gelo dei ghiacciai e dal calore dei vulcani. Un’isola circondata dall’Oceano ma attraversata nel sottosuolo dal solco incandescente della Dorsale medioatlantica, e lambita a nord dal Circolo Polarte Artico.
E’ l’opera immane e per certi versi ancora incompiuta delle diverse ere geologiche che, in appena 20 milioni di anni, hanno modellato e scolpito il suo volto e la sua anima, creando uno scenario grandioso fatto di montagne innevate, geyser, deserti di lava e vulcani attivi; torrenti, cascate, spiagge e falesie.

Considerata da sempre come “un mondo a parte”, la Repubblica d’Islanda con i suoi 300.000 abitanti, sparsi su una superficie di ben 100.000 kmq, è un Paese in cui la vita non è certo facile, con un freddo inverno troppo lungo e buio, ed una tiepida estate maledettamente corta.

E’ tuttavia una terra da visitare, soprattutto nella bella stagione, per riassaporare quel senso dello spazio, della natura, del silenzio e della solitudine che altrove si è irrimediabilmente perduto.
Quello in Islanda infatti è un viaggio all’indietro nel tempo, alle origini, al momento della creazione, un procedere lento attraverso gli elementi, acqua, fuoco, terra e aria, che qui più che incontrarsi si scontrano, dando vita a manifestazioni naturali e spettacoli primordiali.

REYKJAVIK: LA CAPITALE
La nostra avventura ha inizio da REYKJAVIK, la graziosa capitale il cui nome significa “la baia fumante”, in cui vive concentrata oltre la metà della popolazione islandese, attirata dalle prospettive di trovare un comodo lavoro nel terziario e dalle maggiori possibilità e occasioni di svago e divertimento.
REYKJAVIK infatti vanta tutte le infrastrutture tipiche di una moderna città europea, sviluppatasi attorno ad un interessante centro storico con bianchissimi edifici in legno adibiti a museo, file di case in cemento dai colori sgargianti, e numerosi negozi e locali che si affollano soprattutto nel fine settimana.
Il tutto intervallato da parchi, fontane, giardini e laghetti, che contribuiscono ad offrire al turista di passaggio quell’immagine di città rilassata e tranquilla, che nel 1986 spinse i due Presidenti, americano e russo, Reagan e Gorbaciov, ad incontrarsi proprio qui, per sancire il riavvicinamento tra i due blocchi, e la fine della cosiddetta “guerra fredda”.

La moderna Reykjavík si estende a est della città vecchia e ha diverse attrazioni come la Hallgrímskirkja, l'imponente chiesa disegnata da Gudjon Samuelsson, la cui facciata principale, alta 75 metri, assomiglia ad un razzo ad imitazione del basalto colonnare.
Visitato l’austero interno si può raggiungere la sommità del campanile da cui si gode una bella vista dell’intera città; mentre sul prato antistante il sagrato della Chiesa si trova la statua di Leifur Eriksson, il 'Figlio dell'Islanda', che nell’anno 1000 scorpì la 'Vinland' ovvero l’attuale Nord America o Labrador.

Merita una breve visita anche il “PERLAN” (la perla), l’imponente serbatoio geotermico della città, dall’avveniristica architettura moderna, che si trova a sud, sul colle di ÖSKJUHLID. I 5 serbatoi contengono ciascuno 4 milioni di litri di acqua a 85° gradi, in grado di alimentare e riscaldare costantemente l’intera città, che da qui si distende ai nostri piedi.

L’acqua calda, proviene da sorgenti situate a più di 1800 di profondità, come quelle che alimentano la vicina e famosissima LAGUNA BLU, uno dei siti più turistici ed incredibili del Paese dove, in qualsiasi stagione, è possibile fare un incredibile bagno all’aperto, ai piedi di una centrale geotermica che sorge isolata in mezzo ad un deserto di lava.

IL PARLAMENTO PIU' ANTICO D'EUROPA
Lasciata la capitale ed i suoi fumi, il primo luogo che merita di essere visitato è Thingvellir, situato nel bel mezzo di una spaccatura provocata dalla deriva dei continenti, proprio a cavallo tra il vecchio ed il nuovo mondo.
In questo semplice campo di lava riparato da due grandi dirupi paralleli ed affacciato su quello che per estensione è il secondo lago del Paese, a partire dal X secolo, i capiclan islandesi presero a radunarsi per decidere e legiferare. L’assemblea, battezzata “Althing”, può essere considerata come il primo esempio di Parlamento d’Europa.

Memore di questa sua antica tradizione di civiltà e democrazia, fu proprio a Thingvellir che l’Islanda, nel 1944, decise di proclamare la propria indipendenza, con una festa solenne che, da allora, si rinnova puntuale ogni 17 giugno.

GOLDEN RING
Proseguendo lungo quello che l’industria turistica ha ribattezzato come il “Circuito d’oro”, ovvero l’anello stradale che tocca alcuni dei siti più conosciuti e frequentati di questa provincia alle spalle della capitale, si giunge alle GULLFOSS, “la cascata d’oro”, alta 32 metri, e con una portata eccezionale di ben 130 metri cubi al secondo.
Ad alimentarla sono le acque del Hvítá (o White River) che, giunte qui, si tuffano in una fenditura simile a un gran canyon: le Gole di Gullfoss, che si estendono per oltre 2 km e mezzo.

Pur non essendo in assoluto le più belle e spettacolari d’Islanda, sono tra le più accessibili, e pertanto le più visitate, da intere comitive di turisti che si avvicinano e si sporgono pericolosamente alle acque tumultuose attratti dal rumore e dalla forza che esse stesse sprigionano.

GEYSIR (o geyser)
E la forza dell’acqua e della natura è all’origine anche dell’attrazione che ci attende dieci chilometri più avanti. Ci troviamo a GEYSIR, una zona geotermica famosa per gli eccezionali getti di vapore. E’ proprio da qui infatti che deriva il nome “geysir”, una delle manifestazioni vulcaniche più caratteristiche del Paese.

Il geysir in realtà, è costituito da un piccolo cratere pieno di acqua, la quale esercita una pressione considerevole sul suo fondo, caratterizzato da una tipica struttura a sifone. Il calore sottostante produce delle eruzioni periodiche che creano a loro volta delle improvvise ma ripetute colonne di acqua e vapore. Poi il cratere si riempie di nuovo e il fenomeno si riproduce.

I geysir sono abbastanza rari in quanto richiedono una combinazione di caratteri geologici e climatici che esistono solo in poche aree.
Il Grande Geysir, il più famoso, era già menzionato dalle cronache del XIII secolo ed oggi è segnalato da un’ampia vasca piena d’acqua. Da alcuni anni era piuttosto tranquillo ma dopo il terremoto del giugno 2000 ha ripreso la sua attività e zampilla di nuovo, in modo molto irregolare, con getti alti da 30 a 60 metri.

Anche i getti dello “Storkkur” possono raggiungere i 30-40 metri di altezza, con intervalli di emissione da pochi minuti a mezz’ora. Preceduti da sordi rumori e gorgoglii, l’acqua bollente e i vapori risalgono da un condotto verticale del diametro di circa 2 metri che sfocia in una vasca superficiale il cui diametro tocca i 10 metri.

Ma l’ampia zona geotermica, che si estende su un’area di ben 3 kmq, non si limita ai geysir, in quanto presenta anche paludi di fango gorgogliante e sorgenti calde. E se si tende l’orecchio ovunque si sente lo sbuffo del vapore che tenta di trovare una via di uscita nelle viscere della terra.

KERID, IL CRATERE
Ora la strada procede dolcemente attraverso un paesaggio caratterizzato da campi, in parte coltivati, e da immensi prati verdi ricoperti a tratti da splendide distese di lupini.
Una breve sosta, ci permette di salire fin sulla cresta del piccolo, ma perfettamente conservato, “Cratere di Kerid”, il cui fondo è occupato da un grazioso laghetto naturalmente di origine vulcanica.

Si tratta di una delle tante manifestazioni che testimoniano l’origine piuttosto recente, in termini geologici, dell’Islanda e che incuriosicono ed attirano un numero sempre maggiore di visitatori e turisti.

LUNGO LA RING ROAD n.1
A questo punto imbocchiamo la strada statale n.1, la mitica Ring Road, lunga ben 1336 chilometri: l’unica che compie l’intero periplo dell’isola e la sola ad essere interamente asfaltata.

Procediamo in senso antiorario verso est finchè, superato un ponte, non scorgiamo da lontano la “Seljalandsfoss”, una tra le più note cascate dell'Islanda, rappresentata in tantissimi libri e calendari dedicati al Paese per il suo aspetto inconfondibile e la sua bellezza selvaggia.
Impervio, un sentiero si inerpica ai suoi lati, e permette di camminare dietro la cascata stessa per ammirarne il potente getto.

Il fiume Seljalandsá che l’alimenta, cade per circa 100 metri da quella che, in altri tempi, era una scogliera sul mare, adesso distante parecchi chilometri.

SKOGAFOSS
La falesia corre parallela alla strada per diversi chilometri. Ai suoi piedi, una lunga striscia di terra verde viene sfruttata dai pochi abitanti di questa regione dediti prevalentemente all’agricoltura e all’allevamento del bestame, settori produttivi che, oggigiorno, impiegano all’incirca il 10% dell’intera popolazione.

Poco più avanti si staglia un’altra delle cascate più fotografate del Paese: Skógafoss, larga 25 metri ed alta 60. Secondo una leggenda il ricchissimo tesoro del Colono Drasi, giace ancora nascosto dietro l’impressionante muro di acqua, custodito e protetto dalle numerose sterne artiche che proprio quassù hanno costruito il loro nido.

Un’impegnativa scalinata di circa 700 gradini si inerpica proprio sulla destra del salto, e porta i visitatori sino al culmine della cascata da cui si apre una vista mozzafiato.

LE SCOGLIERE DI DYRHOLAEY
La costa ora si è fatta più vicina. Una breve deviazione lungo una strada sterrata ci conduce nei pressi della località di DYRHOLAEY. Il paesaggio è fantastico: alle nostre spalle i ghiacciai Mýrdalsjökull e Eyjafjallajökull, davanti a noi il mare, nel mezzo alcune bizzarre formazioni rocciose erose dall’acqua e dal vento che ci ricordano come questo in passato fu il letto di un fiume e ancor prima il fondo dell’Oceano.

In cima ad un’imponente scogliera basaltica sorge il suggestivo Faro di DYRHOLAEY, che segna altresì il punto più meridionale dell’isola, davanti al quale si trova uno spettacolare arco naturale, su cui nidificano ogni anno migliaia di pulcinelle di mare, l’uccello simbolo di tutta l’Islanda.

A destra e sinistra due lunghissime spiagge di sabbia nera bagnate dalle onde del mare, e che da quassù sembrano grigie, rappresentano un invito irresistibile per una passeggiata scalzi sul bagnasciuga.

VIK
La nostra prima notte, di questo giorno senza fine, la trascorreremo a VIK, un grazioso villaggio con la chiesetta dal tetto rosso adagiato tra le frastagliate scogliere che si gettano nel mare.
E’ un posto senza tempo in cui anche il piccolo cimitero sembra creato apposta per completare al meglio la scenografia.

Vik ha la fama di essere il paese più piovoso d’Islanda ma noi dobbiamo essere fortunati visto che oggi il sole non tramonta mai. (Fine I^ parte, SDF - Foto da Internet)