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Mr. Simon states that most people are dishonest or manipulators. Mr. French, David The British way in Warfare 1688 2000 (1990)You can distinguish between these two tribes on the beach by the colour of their jackets. Times, Sunday Times (2015)What does distinguish the difference between your churches? Christianity Today (2000)The first sought to distinguish between “deserving” and “undeserving” poor. Hunt, E.

(ARC’s specifically say that they are Not For Sale, often on the cover.) A few book blogs offered their copies to readers in random drawings and pulled in over two hundred comments. This book is Twilight hot. And I picked up an abandoned copy off a lunch table at the convention.

Times, Sunday Times (2014)Winning then taught me that there is no such thing as a hopeless case. Times, Sunday Times (2009)Elsewhere in the world it is frequently the case that such groups support restrictions on urbanization. Tomlinson, Richard Urbanization in Post Apartheid South Africa (1990)We are such a well known brand for good or in some cases for bad.

21 31. Quantitative biochronology of Pliocene and early Pleistocene calcareous nannofossils from the Atlantic, Indian and Pacific oceans. Marine Micropaleontology, vol. The Sun (2015)Stir each addition of milk well into the sauce before you add more. Times, Sunday Times (2008)This recipe uses sweet confit garlic and oyster sauce to transform it into something special. Times, Sunday Times (2016)Stir sauce leftovers through pasta with boiled green beans.

Il grande merito di Jonathan Ames è di aver saputo adottare in maniera del tutto convincente una prospettiva mimetica capace di trascinare il lettore in una sorta di costante straniamento, come se davvero le bizzarre vicende della coppia di protagonisti si svolgessero ai tempi di Fitzgerald, di Douglas Fairbanks e di Errol Flynn (continuamente chiamati in causa) piuttosto che in un presente che è anche il nostro. Al di là di pochi sottili indizi qua e là disseminati a spezzare l’incantesimo (su tutti il computer portatile usato al posto della macchina da scrivere, più per fare solitari che per partorire arte in realtà), la bolla di questo minuzioso ed intrigante anacronismo sembra poter reggere fino all’ultima pagina, specie in virtù di un’aderenza formale ossequiosa quanto ineccepibile agli espliciti modelli wodehousiani. Proprio come il salone della Rose Colony, quasi un diorama da museo ma senza cordoni rossi da scavalcare, il libro di Ames regala l’illusione di una letteratura d’altri tempi, sempre garbata nella critica ed accuratamente parodistica nella vivida caratterizzazione dei personaggi: un giovin signore i cui ragionamenti (su alcolismo, omosessualità e religione i più spassosi) e sentimenti ricalcano quelli ingenui di un adolescente nemmeno troppo sveglio, un servitore senza macchia che incarna quasi una forma zen di autocoscienza per lo sbalestrato protagonista, una sontuosa femme fatale vecchio stampo ed una ridotta ma preziosa galleria di irresistibili macchiette di contorno.

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